A minacciare le grigliate americane, la tanto diffusa abitudine del barbecue domenicale non è il caldo, e nemmeno l’aria che si fa irrespirabile. Ci pensa la “mosca assassina“, così viene volgarmente definita la Cochliomyia hominivorax, una mosca che sta creando un’epidemia nei bovini americani, e non è nemmeno la prima volta che succede.
Solo che in questo caso la mosca è venuta a dar fastidio in un momento già difficile, quando la carne – alimento fondamentale nella dieta media di un americano – era già a prezzi molto alti, e ora rischia di diventare un genere di lusso all’interno di un mercato dove invece è sempre stata considerata parte della quotidianità alimentare di ogni famiglia, indipendentemente dall’estrazione sociale.
E questo non ha conseguenze solo sulle abitudini alimentari, ma rischia di averne – molte e pesanti – anche sugli equilibri politici. Perché nulla può fare arrabbiare gli Americani contro il governo più di una restrizione sulla possibilità di mangiare carne a volontà. Soprattutto nella roccaforte di Donald Trump, il carnivorissimo Texas.
La mosca assassina
Che poi, probabilmente, una soluzione molto semplice potrebbe essere mangiare molta meno carne, visto che a quanto ne sappiamo la mosca assassina non prende di mira l’insalata. Ma tant’è.
Questa mosca ha la pessima abitudine di andare a deporre le sue uova nelle ferite aperte o nelle mucose dei bovini. Quando le uova si schiudono, da queste escono centinaia di “larve mangia carne” (sì, ne conveniamo, la scelta dei nomi contribuisce a mettere paura) che letteralmente si nutrono della carne dell’animale, dando vita a un’infestazione letale. In generale, si tratta di una cosa che non mette a rischio l’uomo (seppure qualche caso umano tempo fa c’è stato), ma soltanto i bovini, che però sotto l’effetto di questa larva cadono come mosche, se ci è permesso il paragone.
Le ripercussioni sulla carne

Il tema qui è proprio la scarsità di bestiame conseguente a un’epidemia, con un primo focolaio che è stato registrato in un allevamento del Texas. Se la larva dovesse diffondersi ulteriormente, i prezzi della carne in America potrebbero salire improvvisamente, rendendo l’approvvigionamento molto difficile e mettendo potenzialmente anche in difficoltà Donald Trump nelle elezioni di midterm di novembre.
Togliere la carne ai Texani, e agli Americani in generale, non è un’opzione, come non lo è chiedere di ridurre le grigliate della domenica, e il presidente Usa lo sa bene.
“È una questione che preoccupa i texani e su cui avvertono Washington da quasi due anni”, ha commentato la deputata democratica texana Lizzie Fletcher. “Un’epidemia oggi sarebbe devastante per gli allevatori – ha aggiunto – e farebbe lievitare ulteriormente i costi della carne nei supermercati, una situazione che tutti gli americani toccherebbero con mano”. Un avvertimento che suona come una minaccia.

