Gelatieri di tutto il mondo, è il momento di preoccuparsi. La ragione non sono le fluttuazioni del mercato delle materie prime né la crisi dei consumi, ma l’ingresso di un attore che saprà sicuramente animare il settore, esattamente come è riuscito a creare un impero intorno a una schiacciata coi salumi.
Avrete capito, parliamo di Tommaso Mazzanti, mister Antico Vinaio, che dopo aver portato le sue focacce in tutto il mondo con oltre sessanta punti vendita ha deciso che era il momento di lanciarsi in una nuova avventura e, insieme alla moglie Clara Fioretti, ha scelto di lanciarsi nel mondo del gelato. I due hanno infatti annunciato la nascita di Oblò, la cui prima apertura è prevista per l’estate del 2026 a Forte dei Marmi, precisamente in via Roma 8, in una zona da cartolina della Versilia.
Dall’Antico Vinaio a Oblò

Secondo i suoi creatori, il progetto nasce con l’intento di essere indipendente rispetto alla celebre schiacceria, condividendo certamente l’entusiasmo di Mazzanti per il nuovo inizio: “Dopo tanti anni e tanti traguardi raggiunti con All’Antico Vinaio, sentivamo il desiderio di rimetterci in gioco e affrontare una nuova sfida. Volevamo costruire qualcosa di diverso, ma sempre legato ai valori del Made in Italy, partendo nuovamente dall’anno zero, con l’entusiasmo e l’energia degli inizi di quando ho iniziato quasi 20 anni fa”.
Le comunicazioni parla di “prima apertura” e lo stesso Mazzanti ammette come “Oblò sarebbe un enorme successo anche se facesse solo un decimo del successo di AV. La cosa stupenda sarà mantenere quei valori unici che hanno fatto diventare il nostro gruppo una storia di successo”, è quindi evidente che siamo di fronte al progetto di una nuova catena, che metterà in discussione il concetto di artigianalità. Per questa prima sede il laboratorio sarà all’interno della gelateria e a vista, vedremo se ogni futura sede condividerà questa struttura o se Oblò si doterà di un laboratorio centralizzato.
Al momento non sappiamo quale sarà l’offerta delle carapine, sempre che di carapine si tratti, ma qualche certezza c’è: gusti classici della tradizione italiana, nessuna ricerca gourmet o di abbinamenti estremi. L’intento è quella di valorizzare la semplicità e le grandi materie prime.
In merito a questa scelta produttiva, Mazzanti e Fioretti sono stati chiari: “Crediamo che fare bene le cose semplici sia la vera sfida. Per questo abbiamo scelto di concentrarci sui gusti della tradizione, realizzati con materie prime straordinarie e un approccio artigianale autentico”. Insomma, quella del 2026 rischia di essere l’estate in cui il mondo del gelato subirà uno scossone: nel vuoto normativo e di rappresentatività, l’ingresso di una figura così riconosciuta, anche al di fuori dell’Italia, non potrà che portare attenzioni, e starà al settore capire come gestirla al meglio.
