Latte senza lattosio prodotto da una mucca clonata: i risultati di uno studio russo

Uno studio russo sta cercando di far produrre a una mucca clonata del latte senza lattosio. Al momento il bovino in questione pascola insieme agli altri capi di bestiame.

mucca

Uno studio particolare arriva dalla Russia: far produrre del latte senza lattosio a una mucca clonata. Lo scopo di questa ricerca è chiaro: arrivare ad avere bovini che producano naturalmente latte senza lattosio.

I ricercatori che nell’aprile 2020 avevano provato a clonare una mucca, adesso hanno deciso di andare oltre: modificando i geni del bovino, stanno cercando di fare in modo che nel latte che produrrà siano assenti quelle proteine che provocano l’intolleranza al lattosio.

Questa patologia è molto più diffusa di quanto non si pensi: si stima che almeno il 70% della popolazione mondiale soffra di una qualche forma di intolleranza al lattosio (senza contare poi tutti i consumatori che richiedono poi comunque prodotti senza lattosio pur non essendo intolleranti ad esso: il mercato dei prodotti senza lattosio e senza glutine è, infatti, in crescita).

A provocare i sintomi è la beta-lattoglobulina: è questa proteina a creare problemi agli intolleranti.

La mucca clonata è nata nell’aprile 2020. Durante il suo primo anno di vita, i ricercatori l’hanno tenuta separata dagli altri bovini, in uno stallo a parte insieme alla madre. Ma adesso è adulta, sta bene e il suo apparato riproduttivo funziona normalmente. Per questo motivo attualmente si trova al pascolo insieme alle altre mucche dell’istituto di ricerca.

Galina Singina, ricercatrice dell’Ernst Federal Science Center for Animal Hubandry e autrice dello studio pubblicato sulla rivista Doklady Biochemistry and Biophysics ha spiegato che ha collaborato insieme a colleghi dello Skoltech Institute e dell’Università statale di Mosca per tentare di cancellare i geni che sono responsabili della produzione di beta-lattoglobulina.

Tramite la tecnologia Crispr/Cas9 hanno rimosso i geni Paep e Loc100848610 dal Dna della mucca clonata, essendo quelli responsabili della produzione della beta-lattoglobulina. Poi hanno clonato il vitello sfruttando la tecnica Scnt del trasferimento nucleare di cellule somatiche, impiantando l’embrione nell’utero di una mucca.

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