di Anna Silveri 24 Dicembre 2018

Il tribunale ha dichiarato fallita «GR srl», la società che gestiva le Giubbe Rosse a Firenze.

Un crac milionario del quale si occuperanno ora i giudici, che hanno disposto tre mesi di esercizio provvisorio perché con lo stop immediato la società avrebbe perso il valore dell’avviamento, e i curatori fallimentari.

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I numeri sono impietosi: il passivo della società al 31 luglio ammontava a 3.459.712,68 euro e l’attivo potenziale di 348.599,37 euro non sarebbe servito a coprire neanche gli ingenti debiti già scaduti. Del resto la perdita d’esercizio è stata costante: 484.006,61 nel periodo 1°gennaio-31 ottobre 2018, riferisce La Nazione.

Tra gli effetti di carattere patrimoniale a carico della società fallita, la perdita dell’amministrazione e della disponibilità dei propri beni, pur conservandone la proprietà.

Ma sulla chiusura dello storico caffè letterario, che occupa lo stesso angolo di Piazza della Repubblica da 121 anni, aperto nel 1887 dai fratelli Reininghaqus, tedeschi, fabbricanti di birra, non è ancora detta l’ultima parola.

Mirco Carotti, imprenditore della ristorazione proprietario a Firenze di locali quali Pesce Rosso, Lorenzo de’ Medici e La Forca) avrebbe depositato oggi domanda di concordato preventivo e proposta d’affitto del ramo d’azienda.

Questo significherebbe salvare il locale oggi frequentato più che altro da turisti, ma nel tempo ritrovo dei giornalisti de La Voce e delle altre riviste fiorentine, e in seguitosi poeti, pittori e scrittori come Tommaso Marinetti, Umberto Saba, Eugenio Montale, Carlo Emilio Gadda.

Carotti è già in possesso del marchio Giubbe Rosse e, dopo aver rilevato l’85% del passivo di GR srl, ha portato in Tribunale un piano industriale da sottoporre ai restanti creditori.

Si è detto poi disponibile a coprire il mancato aumento di capitale della società fallita e a saldare il debito verso i 7 dipendenti, che ammonta a 200mila euro, mantenendo i livelli occupazionali.

L’imprenditore è anche pronto a ridiscutere il canone d’affitto con la proprietà dell’immobile, che dovrebbe aggirarsi sui 25mila euro al mese, avviando i lavori per un laboratorio di pasticceria artigianale da aprire con la nuova gestione.

[Crediti | La Nazione]