È passato parecchio tempo dai primi esperimenti culinari delle IA: un periodo esilarante in cui le menti robotiche suggerivano di usare la colla per far aderire meglio la mozzarella alla pizza, e la buona notizia è che ci vorrà ancora un bel po’ prima che Cracco, Cannavacciuolo e compagnia stellata vengano sostituiti da un prompt per Claude. Certo, se per la maggioranza questi sono avvenimenti innocui che possono al massimo strappare un sorriso, per le grande aziende del settore alimentare che stanno investendo in queste tecnologie le conseguenze possono essere un po’ più complicate, per quanto involontariamente comiche.
Ed è proprio il caso della celebre piattaforma di consegna a domicilio Just Eat, finita al centro di una spassosa bufera mediatica a causa di una serie di clamorosi errori commessi dalle immagini generate dall’intelligenza artificiale. L’azienda stava infatti sperimentando uno strumento digitale automatico per mostrare visivamente i piatti di quei ristoranti partner che non possedevano ancora fotografie ufficiali per il proprio menù, e se l’intenzione iniziale era sicuramente quella di velocizzare il lavoro ed offrire un servizio visivo accattivante, il risultato si è trasformato in un’esilarante galleria di mostruosità gastronomiche che ha scatenato la derisione generale dell’Internet.
Uova galleggianti e pani-aeroplano
L’algoritmo si è infatti scontrato con la complessità del linguaggio umano, inciampando miseramente nell’interpretazione dei termini culinari regionali e dei contesti culturali locali. Così una specialità tipica servita in un locale di Belfast, a base di bacon, uova e il classico pane soda bread, ha confuso l’IA che ha preso il bicarbonato per lievitare il pane per una bibita gassata, creando un bicchiere di cola con all’interno un uovo fritto e una fetta di bacon che galleggiavano felicemente. A Manchester, la richiesta di illustrare il tipico chip muffin, ovvero il panino farcito con le patatine fritte conosciuto anche come chip butty, ha spinto il software a mostrare un muffin dolce da cui spuntavano direttamente delle patate.
A complicare ulteriormente il lavoro per le povere IA ci sono anche gli errori di battitura nei menu che, per esempio, hanno dato vita a un pane all’aglio a forma di aeroplano, nato per errore dallo scambio della parola plain, che significa semplice, con la parola plane, che indica appunto il velivolo. Le immagini, benché accompagnate da un’apposita etichetta che ne segnalava la provenienza artificiale, sono rimaste visibili sui menu e sono diventate virali, attirando l’attenzione di tantissimi utenti sul subreddit dedicato a Just Eat UK.
Travolta dalla comicità e dalle critiche del pubblico, la società si è trovata costretta a chiedere scusa e a correre ai ripari. Un portavoce di Just Eat ha spiegato che l’azienda è attualmente in fase di rimozione delle illustrazioni errate e ha deciso di sospendere la creazione di nuove immagini sintetiche finché l’intelligenza artificiale non sarà ulteriormente sviluppata: “lavoriamo con decine di migliaia di piccoli ristoranti per le immagini dei loro piatti, finanziando anche fotografi locali professionisti. Abbiamo testato immagini migliorate dall’intelligenza artificiale e, come per ogni nuova tecnologia, non è sempre del tutto corretta la prima volta”.
La vicenda ha acceso un vivace dibattito tra gli utenti dei social media sul ruolo della tecnologia nella vita di tutti i giorni e sulla reale necessità di mostrare cibo vero. Se da un lato alcuni utenti hanno affrontato la vicenda con umorismo, con un utente che ha commentato con ironia (“Beh, tutta questa roba mi ha appena aiutato con la dieta”) dall’altro non sono mancate le perplessità dei consumatori più esigenti. Un utente su Instagram si è chiesto perché mai i clienti dovrebbero voler vedere immagini artificiali del cibo: “Voglio vedere come appare realmente il piatto perché mi aiuta a decidere da chi ordinare o cosa ordinare, queste versioni ‘perfette’ generate dall’intelligenza artificiale portano solo a delusioni se si pensa che il pasto avrà quell’aspetto”.
Ci stanno provando in molti, dalle catene di fast food che hanno provato a implementare IA per gestire le ordinazioni e anticipare i flussi, fino a questo ultimo, comico esperimento di Just Eat, ma tra tutti i settori che stanno venendo travolti dall’avvento delle intelligenze artificiali, quello del food, così concreto e imprescindibile dal contatto umano si sta dimostrando il più impenetrabile. Almeno finora.

