Lo spot Conad retrogrado e sessista? È la pubblicità, bellezza

Le due posizioni sono nette e a quanto pare inconciliabili.

Leggiamo su Lettera 43 che l’ormai arcinoto spot Conad del caciocavallo non sarebbe solo stereotipato e retrogrado, ma pure dolorosamente sessista.

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Il punto non è il caciocavallo nascosto in valigia, e nemmeno la destinazione nordista del ragazzo, ma, nonostante a molti ancora sfugga, la raffigurazione della madre.

Piena di luoghi comuni e, sottotraccia ma ben percepibile, di “tanto disprezzo sociale nei confronti delle donne”.

Replica a stretto giro L’inkiesta, in completo disaccordo, sentenziando che il grande merito del regista Gabriele Salvatores con lo spot del giovane meridionale in partenza, è di aver fatto vedere l’Italia per com’è davvero. “È la televisione, baby. E se non l’hai capito, peggio per te”.

Ma anche su L’inkiesta non mancano le critiche, soprattutto alle due forme di caciocavallo che, non incartate né messe sottovuoto, come sanno i milioni di italiani che almeno una volta nella vita hanno trasportato prodotti tipici della propria terra per sentirsi a casa, griderebbero all’ispezione igienica.

Invece, l’accusa rivolta a Salvatores è che lo spot ricorda le pubblicità di Oliviero Toscani, quelle un po’ grossolane che puntavano sul “tutto, purché se ne parli”.

Ora, visto che la discussione ha tenuto banco per buona parte delle feste di Natale e che, di conseguenza, va trovata una posizione definitiva in tempi brevi, ci dite voi come la pensate?

La visione del mondo targata Conad è davvero retrograda e umiliante per la donna, o dobbiamo capire che per la pubblicità siamo semplici consumatori, e basta, e pertanto gli stereotipi italici sono il merito del lavoro di Salvatores?

[Crediti | Lettera 43, L’inkiesta]

Avatar Anna Silveri

7 Gennaio 2019

commenti (9)

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  1. Avatar Zosimo Rossato ha detto:

    Penso che discutere di quest’argomento, in questo contenitore, sia un’inutile perdita di tempo. Penso che il Vs sito sia uno dei più interessanti e piacevoli, e che quindi non abbia bisogno di cavalcare l’onda di una qualsiasi notizia ritenuta più o meno pertinente alla gastronomia per accalappiare qualche lettore in più. Penso che delegare ai lettori l’espressione di un giudizio su una polemica (sic!) che definire “cazzata” è un eufemismo, sia abbastanza da paraculi, soprattutto dopo che per un’altra cazzata più o meno simile (Alida non-so-chi Vs Iginio Massari) il Vs giornale giustamente criticava la questione. Penso infine che a dar spazio a simili perdite di tempo nel modo in cui è stato fatto in questo specifico articolo, si fomenti ed incoraggi la superficialità delle persone, quando invece sarebbe sensato farle ragionare.

  2. Avatar giovanni ha detto:

    qualcuno ha spiegato all’autrice del pezzo di Lettera43 che la mena per mezzo articolo sul palese antieuropeismo dello spot che il figlio NON PUO’ essere stato chiamato a lavorare all’estero, ma in Italia, altrimenti non avrebbe nessun senso la carta Conad regalata dal padre?

  3. Avatar Dan ha detto:

    Penso solo che la signora Giacomotti, autrice del pezzo su lettera 43, abbia grossissimi problemi.
    Ma non lo dico per insultarla, lo dico nel senso per cui se ci si inalbera così, e si parte lancia in resta per uno spot coem quello, che mi è sembrato sì un po’ populista, ma per il resto del tutto innocuo e perfino realista nel suo essere volutamente caricaturale nella rappresentazione della familia, ebbene, se ti senti così toccata da scrivere un articolo come quello, la conclusione è che hai dei problemi da risolvere, e in fretta, perchè stai male con te stessa.

  4. Avatar TittiCanarinoMannaro ha detto:

    Io trovo più incredibile la figura del padre: ma quale ti darebbe una carta prepagata per fare sciopping sfrenato?!😁

  5. Avatar sara ha detto:

    Quindi la mamma che per com’è messa potrebbe benissimo interpretare Antonié di una giornata particolare sarebbe parte di un’interpretazione realistica dell’Italia?

    1. Avatar Paolo ha detto:

      Quindi da uno spot pubblicitario ci si attende una rappresentazione realistica dell’Italia?

  6. Avatar Andrea ha detto:

    Ho conosciuto decine di amici venuti a studiare al Nord, tutti provenienti da famiglie benestanti, moderne, culturalmente elevate. Eppure tutti (TUTTI!) tornavano dalle vacanze natalizie con le valigie piene di prodotti tipici: salumi, formaggi, mozzarelle, pasta. Addirittura una volta due amici sono tornati su in treno con svariati chili di carne bovina, nell’ottica che “la carne come ce l’abbiamo qui al sud a Milano mica la vendono”.
    Quindi di cosa stiamo a parlà?

  7. Avatar Grammarnazi ha detto:

    Seguendo il ragionamento di Lettera 43 dovrei sentirmi offeso dallo spot di Mutti, che tratta noi uomini come totali decelebrati capaci solo di scaldare un sugo.

  8. Avatar ROSGALUS ha detto:

    Commento che conferisce valore ad uno spot che vale poco e non fa nemmeno discutere proprio per la mancanza di adeguati contenuti culturali e di spunti di riflessione.