L’Olanda vuole tagliare del 30% il bestiame per ridurre le emissioni

Per tagliare le emissioni inquinanti, di gas serra e di azoto, l'Olanda sta considerando la possibilità di ridurre la popolazione di capi d'allevamento di circa il 30%.

allevamenti mucche

L’Olanda, allevamento d’Europa, stan considerando la possibilità di ridurre drasticamente i suoi capi di bestiame, fino al 30%, per abbassare le emissioni inquinanti. Il piano potrebbe anche imporre tagli all’uso del suolo per l’industria del bestiame. La consapevolezza che gli allevamenti intensivi di bestiame contribuiscano alle emissioni è crescente. Dall’altra parte, i Paesi Bassi sono uno dei più grandi produttori mondiali di latte e latticini. L’industria zootecnica vanta oltre 100 milioni di bovini, suini e polli.

I politici olandesi stanno discutendo una nuova proposta del governo per ridurre di un terzo l’industria dell’allevamento del paese, per affrontare quella che viene definita una “crisi dell’azoto“. Il nuovo piano elaborato dal governo olandese costringerebbe la maggior parte degli allevatori a ridurre le dimensioni del bestiame di quasi un terzo. Secondo la proposta, gli agricoltori potrebbero vendere i diritti di produzione del bestiame o essere costretti a cedere la loro terra. Il modo più semplice, anche se più doloroso, per ridurre le emissioni, si tradurrebbe nel ridurre i capi: decine di milioni di animali in meno.

Attualmente, il paese è il più grande esportatore di carne dell’UE ed è uno dei principali produttori della regione. L’agricoltura animale rappresenta il settore più pesante per le emissioni del sistema alimentare, con le aziende produttrici di carne e latticini dell’UE responsabili di più emissioni di gas serra di tutte le auto e furgoni all’interno del blocco messi insieme, secondo un rapporto di Greenpeace dello scorso anno.

mucca pazza

Il rapporto di Meat Atlas 2021 ha rivelato che a livello globale, le cinque più grandi aziende produttrici di carne e prodotti lattiero-caseari del mondo insieme producono più emissioni rispetto ai giganti del petrolio come BP o Exxon. A parte la sua notevole carbon-print, l’allevamento di bestiame lascia dietro di sé impatti devastanti su terra, acqua e suolo. Gli animali d’allevamento producono letame, che rilascia ammoniaca se mescolato con l’urina. Il deflusso di questo composto azotato negli allevamenti può danneggiare gli habitat naturali all’interno dell’allevamento, ma anche gli ambienti circostanti attraverso laghi e torrenti.

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