“Make America Healthy Again” è un problema per l’industria degli snack

Le nuove linee guida alimentari e le nuove legislazioni preoccupano non poco l'industria americana di snack e merendine.

“Make America Healthy Again” è un problema per l’industria degli snack

Per quanto strampalate possano essere le uscite del segretario della salute statunitense Robert F. Kennedy Jr., il cosiddetto movimento “MAHA”, acronimo di Make America Healthy Again, sta iniziando ad avere un impatto concreto, e i primi a prenderne atto sono i rappresentanti dell’industria degli snack e delle merendine.

Questo è ciò che è emerso alla conferenza SNX 2026 tenutasi dal 29 al 31 marzo e ospitata dall’associazione di categoria SNAC International, dove gli operatori hanno condiviso la preoccupazione per la classificazione dei loro prodotti come alimenti ultra-processati e contenenti ingredienti sotto osservazione, che si trovano ora al centro dell’agenda del movimento MAHA.

Gli USA contro gli alimenti ultra-processati

snack supermercato

Uno dei punti focali riguarda la definizione federale di alimenti ultra-processati, un compito a cui la Food and Drug Administration (FDA) e il Dipartimento dell’Agricoltura degli Stati Uniti (USDA) si stanno dedicando in modo approfondito. I gruppi di difesa del MAHA puntano a una definizione che includa specifici metodi di lavorazione e ingredienti industriali come additivi e oli raffinati.

Secondo Maggie Sommers Gentile, partner di Food Directions, una definizione troppo ampia potrebbe colpire la categoria in modo sproporzionato: “Mentre le agenzie lavorano alla proposta di una definizione, questo sarà un ambito in cui SNAC International sarà molto attiva. Abbiamo già presentato commenti sull’argomento. Mentre procedono attraverso il processo normativo, noi continueremo a impegnarci”.

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Parallelamente, si discute dell’etichettatura sulla parte anteriore della confezione. Una proposta risalente già all‘amministrazione Biden, ma dove l’esecutivo di Trump vorrebbe introdurre modifiche sostanziali, come l’aggiunta di informazioni su ingredienti quali i coloranti artificiali. Martin Hahn, consulente legale di SNAC International, ha sottolineato che l’industria sta chiedendo un periodo di transizione di cinque anni per adeguarsi ai nuovi requisiti di etichettatura: “Non sarei sorpreso però se ci dessero due anni, ma chiederemo sicuramente di più”.

Anche il programma dei pasti scolastici è sotto i riflettori, con l’USDA che intende allinearlo alle nuove linee guida dietetiche che privilegiano cibi integrali, proteine e latticini interi, scoraggiando zuccheri aggiunti e cereali raffinati. Gentile ha osservato che queste modifiche potrebbero rappresentare una sfida per gli istituti: “Molte di queste scuole non hanno cucine complete o la capacità di cucinare da zero, e quindi l’industria alimentare ha innovato per soddisfare molte di queste richieste. Mentre procediamo sotto questa nuova agenda MAHA, il modo in cui ciò si manifesterà sarà un elemento chiave da osservare. Quando uscirà quella proposta, saremo pronti a partire in quarta. Per gli snack, lavoreremo sull’idoneità, sulla pertinenza e poi sulla praticità per le scuole man mano che procediamo”.

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Un altro cambiamento rilevante riguarda la regolamentazione degli ingredienti “generalmente riconosciuti come sicuri”, denominati GRAS: la FDA intende eliminare la scappatoia dell’autocertificazione, richiedendo alle aziende di notificare l’agenzia prima di utilizzare nuovi ingredienti. Gentile ha commentato: “Certamente penso che vedremo uno scrutinio dei percorsi di auto-affermazione, il che creerà rischi legali, rischi di reputazione, rischi di riformulazione, e persino ingredienti che hanno storie consolidate potrebbero trovarsi di fronte a un rinnovato interesse pubblico e a interrogativi politici”.

In questo contesto, una petizione guidata dall’ex commissario FDA David Kessler chiede di revocare lo stato GRAS per carboidrati raffinati, farine e dolcificanti, sebbene Hahn ritenga improbabile un’approvazione: “È difficile immaginare molti cibi che non siano fatti con uno di questi vari ingredienti”.

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Infine, l’industria deve navigare tra i divieti statali su alcuni ingredienti, come quelli già approvati in California o sospesi in West Virginia e Texas. Per contrastare questo mosaico di leggi locali, la coalizione Americans for Ingredient Transparency (AFIT) sta promuovendo una legislazione federale che garantisca che gli ingredienti approvati dalla FDA possano essere venduti in tutti i 50 stati. Hahn ha sottolineato l’importanza di questa iniziativa: “Ne abbiamo bisogno come industria. Farebbe molto per affrontare ciò che stiamo vedendo a livello statale”.

Nonostante le problematiche, Gentile ritiene che questo sia il momento ideale per il settore degli snack per rinnovare la propria immagine: “Abbiamo tante grandi storie da raccontare, cercando davvero di riformulare la categoria come innovativa e più salutare. Certo, continueremo a preservare la golosità, e pensiamo che ci sia un posto per tutte queste cose nel piatto. Ma c’è molto di più in questa categoria. E a nome di SNAC, racconteremo queste storie”.