di Cinzia Alfè 5 Aprile 2018

Miracolo Ferrero: dopo essere passata (quasi) indenne attraverso la tempesta “olio di palma”, mantenendo l’olio più detestato della storia tra gli ingredienti della Nutella, e senza perdere quote rilevanti di mercato, ora la multinazionale di Alba potrebbe rivalutare la coltivazione di nocciole in Italia.

Facendo così contenti sia gli agricoltori, che avranno a disposizione più ettari da dedicare alla coricoltura (tranquilli, è il termine tecnico che indica la coltivazione di nocciole, l’ho cercato anche io su Google), sia se stessa, che potrà approvvigionarsi di nocciole sul mercato nazionale invece che importarle dalla Turchia, il Paese che, con il 70% del mercato in mano è il primo produttore al mondo di nocciole, seguita dall’Italia con il del 12% del mercato, che corrisponde a circa 110.000 tonnellate annue, coltivate su una superficie totale di circa 70.000 ettari.

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Ettari che secondo i piani e le ambizioni di Ferrero dovrebbero incrementarsi di circa 20.000 unità entro il 2025, vale a dire quasi il 30% in più.

È questo l’obiettivo dichiarato di “Progetto Nocciola Italia” messo a punto da Ferrero Hazelnut company, la divisione Ferrero che si occupa del settore nocciole, per arrivare a coprire il proprio fabbisogno di nocciole con un ingrediente totalmente italiano, grazie a un piano di sviluppo e di sostegno verso i produttori corilicoli italiani.

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Ma il progetto di Ferrero è molto più ambizioso che non il semplice approvvigionamento interno di nocciole, presenti tra gli ingredienti della Nutella nella misura del 13%, e ha come obiettivo la riqualificazione dei terreni ottenuta anche grazie alla tracciabilità e alla sostenibilità.

E chissà se Ferrero farà centro pure stavolta.

[Crediti: Repubblica]