birra artigianale matteo salvini

Articolo modificato in funzione di alcune richieste di soggetti coinvolti nella vicenda.

State sereni, birrai e birrifici d’Italia: a far propaganda alla birra artigianale italiana ci pensa Matteo Salvini. Il food blogger più politicizzato che ci ritroviamo ha appena pubblicato un post sulla sua pagina Facebook in cui inneggia alle realtà Made in Italy. “Viva le birre artigianali italiane”, scrive il leader della Lega, aggiungendoci una sempre d’effetto bandierina tricolore.

La foto lo ritrae con in mano una bottiglia dall’etichetta colorita, in compagnia di un uomo barbuto che scopriamo essere il volto e il braccio delle “Terme del colesterolo”, folkloristica panineria sotto i portici di Reggio Emilia che come tanti bar e locali mette il proprio marchio sulla birra  prodotta da altri. Una pratica molto comune, specialmente quando si tratta di posti turistici e/o molto popolari, che molto ha a che fare con il marketing e la fidelizzazione della clientela.

Salvini dicevamo: le elezioni regionali si avvicinano, e un po’ di difesa dei prodotti italici fa sempre bene, soprattutto se in un posto super pop. Le “Terme del colesterolo” di certo sono il luogo giusto: locale simpatico, giovane, cool senza essere fighetto. Gastrofighetto, poi non ne parliamo.

Viva le birre artigianali italiane 🇮🇹

Gepostet von Matteo Salvini am Donnerstag, 9. Januar 2020

Non saremo certo noi a opporci alla difesa della birra artigianale. Certo che, però, tra i tanti birrifici dell’Emilia Romagna di cui l’Italia può andare orgogliosa, è un vero peccato che lo staff di Matteo Salvini abbia puntato il proprio maxi-riflettore su una realtà che si fa produrre la birra da terzi. Dopotutto, chiedereste mai che birra bere a uno che vi consiglia Heineken dicendo “bevete italiano”?

Non ce ne vogliano le “Terme del Colesterolo” (più famoso per il cibo che per la birra..), che ci fa pure simpatia, né Matteo Salvini, per la cui salute anzi ci preoccupiamo. A proposito, sicuro che mangiare in un posto dal nome simile, dopo aver lamentato una pressione a 110-170 e aver ricevuto uno stop ai formaggi, sia esattamente una buona idea?

commenti (2)

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  1. Avatar Enrico ha detto:

    Vi informo che una beer firm è una società che produce birra artigianale esattamente come le altre, solo che lo fa su un impianto conto terzi che è anche esso artigianale. Non tutti all inizio possono peremttersi un impianto e quindi si ricorre a questo sistema da dpve molti mastri birrai italiani sono passati per diventare cio che sono ora. Forse non avete ben chiaro l’argomento

    1. Chiara Cavalleris Chiara Cavalleris ha detto:

      Ciao Enrico, l’argomento ci è chiarissimo e poiché tu lo conosci bene converrai con me che ci sono beer firm e beer firm, realtà che sono le incubatrici di grandi birrifici (Crak, Mc77, Jungle Juice sono nati così, per citarne giusto tre) e realtà che hanno altre finalità, assolutamente lecite ma ben lungi da simili velleità. Poi per carità, magari mi dirai che le Terme del Colesterolo domani ci diventa MC77 e ce lo troviamo a Eurhop con Cocco che ci parla del suo dry hopping personalissimo. Vorrei solo specificare che sono operazioni imprenditoriali lecitissime e talvolta anche simpatiche (se ho individuato il birrificio che c’è dietro quella birra poi, non deve essere nemmeno male il prodotto in questione), il punto è che identificare “la birra artigianale italiana” nel marketing da rietichettatura folkloristica non rende onore al craft italiano per niente.