di Chiara Cajelli 15 Luglio 2019
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Il Ministro dell’Interno Matteo Salvini ha nelle scorse ore dichiarato che si dovrebbero servire gli alcolici nei locali anche dopo le 3 del mattino. Quindi, oltre il limite d’orario imposto per legge. Perché? Perché afferma: “preferisco che, a mio figlio, un cocktail glielo dia in mano un barman professionista, piuttosto che il primo extracomunitario di turno col carrello dei superalcolici, fuori dai locali”.

Qui, signori miei, è doveroso fare tre considerazioni, tutte e tre molto delicate. La prima. Matteo Salvini in pratica sta dicendo che sarebbe meno grave se suo figlio bevesse tutta notte, piuttosto che essere costretto a prendere alcol in maniera abusiva. Mi chiedo se la questione sarebbe saltata fuori qualora i venditori abusivi di alcolici non fossero extracomunitari come sostiene. #primaivenditoriabusiviitaliani?

La seconda considerazione. Chiunque mette in pratica una politica (o uno stile di vita) all’insegna del “via le droghe” andando contro persino la cannabis light, per mostrarsi però accondiscendente sugli alcolici, non propone un bell’esempio. La cannabis light riconosciuta innocua persino in ambito medico-scientifico va proibita, ma piuttosto che bere la birretta del “negretto col carrello” allora sfondati di alcol nel locale fino alle 6. Come se fosse una gara di ripicche. Perché questo non è certo il tentativo di sensibilizzare i giovani come suo figlio sui danni dell’alcol e sulle conseguenze.

La terza considerazione. Uscendo con questa dichiarazione sull’alcol lecito anche dopo le 3, Matteo Salvini non ha fatto altro che mettere in luce il fatto che ci siano contraddizioni nel suo partito. A Pisa, infatti, il sindaco di sponda leghista ha appena applicato un coprifuoco tassativo a mezzanotte per tutti gli alcolici consumati per strada.

Cosa dobbiamo essere, quindi: liberali? Proibizionisti? Liberali solo con gli italiani? Proibizionisti con cannabis ma non con alcol e tabacco? Ci vorrebbe un pochino di chiarezza, per far pace col cervello e mettere leggi anche giuste, ma per giusta causa.

Fonte: Redazione

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