di Elisa Erriu 20 Aprile 2021
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Matteo Salvini ancora una volta cerca di farsi leader del fronte “aperturista”, come si sente dire in quest’ultimo periodo, proponendo misure meno stringenti di quelle del Governo (di cui lui stesso fa parte) e chiedendo dunque di riaprire i ristoranti, anche al chiuso, a partire da maggio, oltre alla possibilità di farci uscire fino alle 23.

“La Lega proporrà in Consiglio dei Ministri e in Parlamento, in accordo con Sindaci, Governatori e associazioni, la riapertura dai primi di maggio anche delle attività al chiuso e l’estensione almeno fino alle 23 della possibilità di uscire, con situazione sotto controllo e la possibilità di spostarsi fra Regioni”.

Una posizione che chiaramente si oppone alla linea di Mario Draghi. La bozza del nuovo Dl Covid conferma infatti quanto già circolava negli scorsi giorni: i ristoranti riaprono solo nei dehors, unicamente nelle zone gialle, a partire dal 26 aprile; fino al 1 giugno non potremo consumare al chiuso.

Sembra proprio che il tema degli esercenti e dei ristoratori sia un tema molto caro all’ex Ministro dell’interno, specialmente in un momento tanto delicato, in cui le proteste degli esercenti disperati si fanno sentire. Tranne per quanto riguarda le nuove licenze di acquisto bar e ristoranti: in questo caso, Salvini appoggia l’idea del MIO e frenerebbe le nuove licenze per tre anni.

[ Fonte: Adnkronos ]