McDonald’s dice addio ai distributori automatici di bevande

Negli USA McDonald's ha deciso di eliminare i distributori automatici di bevande self-service con somma delusione da parte dei clienti

McDonald’s dice addio ai distributori automatici di bevande

Era uno dei capisaldi di McDonald’s: il refill con i distributori automatici di bevande self-service. Ah, i bei tempi in cui potevi riempirti di continuo il bicchiere di Coca Cola alla ciliegia… Ebbene, adesso questi tempi sono finiti: McDonald’s ha annunciato che eliminerà dai suoi ristoranti i distributori automatici di bevande self-service.

Perché McDonald’s accantona i distributori automatici?

McDonald's

Per decenni MCDonald’s ha permesso di riempire praticamente all’infinito, senza pagare di più, i propri bicchieri all’interno dei ristoranti. Solamente che, come spiegato dal colosso dei fast food, dopo la pandemia il comportamento dei clienti è cambiato. La catena, infatti, ha registrato un aumento per quanto riguarda il servizio di drive-thru e del delivery, con sempre meno persone che scelgono di mangiare all’interno del ristorante. Da qui la minor necessità di avere dei distributori automatici e la decisione di eliminarli.

Se volessimo fare i cinici, potremmo anche pensare che, in realtà, dietro a questo cambiamento epocale, ci sia una motivazione più terra terra che McDonald’s non vuole divulgare. Facciamoci due conti: anche McDonald’s sarà afflitto dall’inflazione e dai rincari delle materie prime come tutti gli altri, quindi deve cercare di risparmiare da qualche parte. Dunque perché continuare a permettere che i clienti possano riempirsi il bicchiere all’infinito senza spendere un dollaro di più? Dal punto di vista economico, è una spesa in più per la catena.

Le macchine per il gelato rotte da McDonald’s negli USA diventano una questione di Stato Le macchine per il gelato rotte da McDonald’s negli USA diventano una questione di Stato

Comunque sia, McDonald’s ufficialmente ha spiegato che il motivo è quello del cambiamento di abitudini da parte dei clienti. Per tale motivo, poi, sta pensando anche di riprogettare i suoi ristoranti, con sale da pranzo più piccole (il nuovo format CosMc’s) o addirittura assenti, dando maggior spazio al drive thru e alle consegne a domicilio tramite partner come Uber (pare che adesso negli USA le vendite digitali tramite app con delivery rappresentino il 40% del totale).

Per quanto riguarda la riduzione degli spazi delle sale da pranzo (o l’assenza) ecco che McDonald’s ha spiegato che in passato era impensabile non avere una sala da pranzo interna. Tuttavia adesso le abitudini dei clienti sono cambiate e dunque anche McDonald’s deve adeguarsi. Così come, fra l’altro, stanno facendo anche Starbucks, Taco Bell e Chipotle.

Così facendo, poi, sarà possibile per McDonald’s espandersi anche in aree degli Stati Uniti dove, attualmente, ci sono pochi McDonald’s rispetto alla popolazione attuale. E Chris Kempczinski, il CEO di McDonald’s, ha ammesso che questo garantirà all’azienda tutta una nuova serie di opportunità di sviluppo.

D’altra parte, la ristorazione da qualche parte deve pur ridurre i maggiori costi di produzione causati dai rincari e dall’inflazione. In parte trasferendoli sul cliente, ovvio, ma visto che non possono trasferirli del tutto, l’alternativa rimane o far pagare i servizi aggiuntivi in precedenza magari offerti in tempi economici più rosei (vedi, per esempio, i locali che adesso aggiungono un sovrapprezzo per i condimenti in più richiesti, cosa legittima fra l’altro) o eliminare quei servizi non essenziali che per l’azienda rappresentano solamente un costo in più.

[Crediti Foto | Flickr – Lisa Davis]