di Manuela 6 Novembre 2019
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Situazione imbarazzante in casa McDonald’s: il nuovo CEO Chris Kempczinski non ha neanche un’azione dell’azienda. Per il leader di un’azienda grande come McDonald’s non è proprio una scelta vincente quella di non possedere nemmeno un’azione della società che dovrebbe dirigere. C’è anche da dire che quando a maggio Chris Kempczinski ha venduto tutte le sue partecipazioni nell’azienda accumulate sin dal 2015, di certo non prevedeva che a novembre sarebbe asceso da un giorno all’altro al ruolo più importante dell’azienda.

Chi poteva immaginare che il precedente CEO si sarebbe licenziato a causa dello “scandalo” costituito dal fatto di avere una relazione con una dipendente? Situazione che, fra l’altro, ha qualcosa di strano, visto che la storia fra i due sarebbe stata consensuale. Ma torniamo al nostro Chris Kempczinski: a maggio ha venduto le sue 10.900 azioni di McDonald’s, esercitando circa 27.900 opzioni e liquidando così la sua partecipazione nell’azienda per un totale di 4,44 milioni lordi.

In realtà pare che abbia ancora alcune opzioni aggiuntive, alcune delle quali gli permetterebbero di poter immediatamente acquistare azioni scontate e avrebbe anche alcune azioni limitate non investite che potrebbero essere annullate in determinate circostanze. Ma secondo gli ultimi documenti non avrebbe più nessuna azione ordinaria regolare.

Qualcuno ha malignamente supposto che questa scarsità di azioni da parte di Chris Kempczinski potesse essere indice di un futuro pessimista per McDonald’s, ma non è detto per forza che sia così: con i premi azionari che riceverà come CEO, potrebbe riuscire a raggiungere i livelli minimi richiesti ad un CEO. Il fatto è che McDonald’s, come la maggior parte delle grandi aziende, chiede che il suo CEO possieda una certa quantità di azioni: si tratta di una mossa politica rivolta agli investitori, atta a garantire che le fortune personali del CEO rimangano allineate con gli interessi degli azionisti. Di solito un dirigente di tale livello ha qualche anno di tempo a disposizione per raggiungere la quantità di azioni previste, solitamente un multiplo dello stipendio base.

Prima della sua promozione a CEO, in quanto dirigente delle attività di McDonald’s negli Stati Uniti, Chris Kempczinski era tenuto a possedere 2,9 milioni di dollari di azioni, quattro volte il suo stipendio di 725.000 dollari, il tutto entro ottobre 2020, quindi a cinque anni di distanza dal suo ingresso in azienda. Ma adesso la soglia come CEO è aumentata: il suo stipendio è di 1,25 milioni di dollari, quindi deve riuscire a ottenere 7,5 milioni di dollari di azioni. Per raggiungere tale soglia, potrà sia acquistare le azioni sul mercato normale o accumulare azioni ricevute dai vari contributi azionari integrati nei pacchetti di compensazione, i quali, spesso, maturano gradualmente nel corso degli anni.

La maggior parte delle aziende, poi, non conteggia in tutto ciò le opzioni non esercitate o le azioni limitate. McDonald’s, per ora, non fa sapere come intende agire, ma dovrebbe comunque dare al nuovo CEO il tempo di accumulare tali azioni.

[Crediti | Bloomberg]

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