Pare che McDonald’s stia facendo affari d’oro nonostante (o forse proprio grazie) al caro prezzi: con il tasso di inflazione che continua a galoppare verso nuovi picchi, stritolando il potere di acquisto dei consumatori, questi ultimi si trovano sempre più costretti a doversi ingegnare per tutelare i pochi risparmi rimasti, virando verso prodotti più economici. Basti pensare, a tal proposito, a quanto sta accadendo nel Regno Unito, dove le vendite di cibo surgelato hanno subito una crescita davvero notevole, o al fatto che un italiano su dieci ha direttamente tagliato la propria spesa abituale. In questo panorama di rincari e aumenti, McDonald’s si è stagliato come un potenziale alleato per chi, di fatto, si trova con il portafoglio sempre più alleggerito.
![]()
Chiaro, come molte altre catene di fast food anche gli archi dorati sono stati costretti ad aumentare i prezzi dei suoi hamburger e patatine fritte per tenere il passo con l’aumento dei costi delle materie prime e del lavoro, ma i suoi pasti rimangono comunque innegabilmente più economici di altre alternative per chi si trova a dover pranzare o cenare fuori casa. Stando ai dati raccolti da Placer.ai, una società di analisi, le visite ai ristoranti a stelle e strisce del colosso del fast food sono infatti aumentate del 6,2% nel mese di settembre; mentre le vendite globali per lo stesso store sono aumentate del 9,5% (rispetto a una stima che le vedeva incrementare appena del 5,8%). Importante notare, infine, che le vendite comparabili di McDonald’s negli Stati Uniti, il mercato più grande dell’azienda, sono aumentate del 6,1% – una crescita imputabile, per l’appunto, proprio all’aumento dei prezzi.