Mel Gibson difende la superiorità del grano italiano, e scusate se abbiamo dubitato

Mentre qualcuno dubita della superiorità assoluta del grano italiano, Francesco Lollobrigida chiama a testimoniare Mel Gibson.

Mel Gibson difende la superiorità del grano italiano, e scusate se abbiamo dubitato

Vabbe’, ma che je voi di’ al cibo italiano? C’abbiamo la pasta, la pizza, la mozzarella di bufala, il vino. Il grano migliore del mondo. Cose che se le sognano, gli Americani cresciuti a patatine hamburger e Coca Cola. Ripetete con noi: l’Italia è il Paese più bello del mondo, quello dove si mangia meglio, dove tutti sono felici e girano in Vespa facendo i broccoloni con le signorine.

E dove la pasta non fa male, perché è fatta col grano italico, cresciuto su col sudore dei nostri patriottici agricoltori. Lo aveva detto il ministro Lollobrigida, lo avevano detto – in sua vece – le campionesse della Nazionale di pallavolo. E voi, miscredenti, ancora lì a dubitare, facendo piangere il Tricolore.

C’è una nuova polemica sulla pasta italiana fatta col grano italiano C’è una nuova polemica sulla pasta italiana fatta col grano italiano

Ma ora non potete mica più farlo, nemici della Patria, perché ora abbiamo la prova provata: l’Italia è un posto migliore, per il nostro formaggio (a latte crudo), il nostro grano senza OGM, e la nostra carne che cresce solo in allevamenti felici. Lo dice nientepocodimeno che Mel Gibson.

Lollobrigida cita Mel Gibson

Sì, sì, quel Mel Gibson, quello che gridava “Libertà” un attimo prima di farsi aprire in due. E pure quello che ha raccontato la Passione di Cristo, e che ha scelto di nuovo l’Italia per raccontarne un altro pezzo. Lui, proprio lui, è pazzo del nostro cibo, e sostiene che sia mille volte meglio di quello americano. Lo vedi che allora non è razzista, come dice qualche maligno che gli mette in bocca di tanto in tanto qualche frase cattiva e antisemita, come quando lo arrestarono per guida in stato di ebrezza e qualcuno lo accusò di aver detto agli agenti che gli ebrei erano responsabili di tutte le guerre del mondo? O quando, secondo quanto riportato da Winona Rider (smentita da Gibson), le disse che era una scampata ai forni crematori? O ancora quando in una registrazione disse che la sua allora fidanzata – che lo accusò di maltrattamenti, a seguito dei quali Gibson patteggiò tre anni di libertà vigilata – non doveva vestirsi in quel modo, o altrimenti sarebbe stata violentata da un branco di “ni*gers”.

Tutte voci di maligni, e lo dimostra il fatto che Mel Gibson ama l’Italia: non solo non è razzista, ma è pure una brava persona. Intelligente, colta, saggia. Perché lui sì, lui ha capito la superiorità del cibo italiano.

Ed è inutile che stiamo ancora qui a parlarne, dice il ministro Francesco Lollobrigida. È inutile che qui da noi qualcuno “continui a inseguire teorie assurde che vorrebbero cancellare” il modello della superiorità italiana. Zitti voaltri, che dubitate del fatto che siamo “semplicemente unici” e che viviamo “nella Nazione più bella del mondo, con il cibo più buono e apprezzato del mondo”. Lo dice pure Mel Gibson – spiega Lollobrigida – non vi basta ancora per ricredervi?

Se lo dice Mel, stiamo in una botte di ferro

Ma che dice esattamente Mel Gibson, che il ministro Francesco Lollobrigida riposta tutto felice mentre “esalta il cibo italiano”? Il buon Mel, l’ottimo Mel, quel Mel che una manciata di anni fa il magazine Variety si chiedeva come facesse ancora ad avere una carriera, adora il cibo italiano, di cui sta approfondendo la conoscenza mentre è qui da noi per girare la Resurrezione di Cristo. E vuoi mica dargli torto, al buon Mel, che come tanti stranieri arrivano in Italia e si innamorano delle nostre specialità. E, dice Mel, del fatto che il nostro cibo non è stato contaminato con gli OGM, per cui “il grano per la pasta è meraviglioso, e si può mangiare tutto il giorno senza diventare dei maiali”. E “tutti i formaggi sono stupendi”, in particolare la mozzarella di Bufala di Napoli. E poi il latte crudo che, ora, non ci risulta che sia tra le preferenze del Governo, ma insomma, se lo dice Mel Gibson e se Lollobrigida lo riporta forse avranno cambiare idea sulle etichette più stringenti per mettere in sicurezza i bambini.

E poi la carne, quella di vacca, e per favore salvate le vacche, dice Mel, e qua iniziamo a non capirci più tanto, confusi da troppi slogan, con uno che dice da una parte “Viva l’Italia e viva i nostri agricoltori, allevatori e pescatori”, e l’altro che nel video lancia un più animalesco “Save the Beef”, e noi mica sappiamo più qual è la battaglia da combattere, se salvare gli allevatori o salvare i manzi, se diventare vegetariani per salvarli o mangiarceli perché sono buoni e sani e migliori di quelli Americani. Quel che dice Mel – ma a Save the Beef ammettiamo di aver perso il filo – è che i manzi sono “l’ultima nostra possibilità di difesa contro tutte le cose ambientali che vengono ad aggredirci”. I manzi, in prima linea a difendere l’umanità da bho, forse dal cambiamento climatico, vai a capire, se lo dice Mel Gibson noi gli crediamo. Chi non farebbe lo stesso?

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