di Anna Silveri 22 Febbraio 2018

Aspettate. Aspettate prima di gridare allo scandalo, strapparvi le vesti e scendere in piazza a manifestare con tanto di striscioni e cartelli.

Sì, è vero, la catena filippina di fast food Jollibee, molto nota e diffusa nei Paesi asiatici, l’ha fatta grossa, ma forse solo secondo il nostro parzialissimo e patriottico punto di vista.

Ha chiamato cioè con il sacro nome di “spaghetti” un intruglio potenzialmente letale e così composto:

— salsa rossa dolce fatta con —udite udite— ketchup alla banana (?!?), fegato e würstel rossi (si può immaginare di peggio?);
— tocco gourmet dato alla salsa suddetta con il latte condensato;
— pasta di forma cilindrica non meglio identificata e per giunta scotta.

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Ma la ciliegina sulla torta è data dal fatto che la catena rifilerà la sua personalissima interpretazione degli spaghetti nientemeno che qui in Italia, a Milano, apertura europea numero uno per la catena filippina, prima ancora di Londra.

Un insulto per noi italiani, che sugli spaghetti di rosso ci mettiamo solo pomodori freschi, passata o al limite la conserva della nonna.

Eppure, se mettiamo da parte nazionalismi e campanili, forse l’arrivo della catena orientale che propone il suo cavallo di battaglia senza paura di pregiudicare il rapporto con gli italiani, non è così astruso come sembra.

Il critico gastronomico, Clinton Palanca, ha spiegato a Quartzy che gli spaghetti della catena filippina si ispirano più alla Cina —da molti considerata la patria degli spaghetti— che all’Italia, e ricorda che il piatto di pasta più venduto da Jollibee sono i tipici noodles all’uovo preparati dalle nonne Fujianesi, regione costiera a Sud della Cina: “Pensate ai noodles alla pancetta con salsa di tofu e mapo che si mangiano come pranzo veloce o come spuntino”.

E aggiunge che la salsa dolce servita con gli “spaghetti” di Jollibee è stata ideata pensando al gusto dei residenti, che nel sud est asiatico amano i cibi dolci o agrodolci.

Ma la catena filippina è andata oltre il Sud Est Asiatico, pensando anche alle preferenze alimentari degli americani, con prodotti come il ketkchup alla banana e il formaggio a pasta molle.

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Okay, quindi, va bene per gli orientali, va bene per gli americani, ma gli italiani?  Di fronte a spaghetti molli, dolci e conditi con il ketchup alla banana gli italiani potrebbero anche riportare danni permanenti?

“Penso che gli italiani inorridiranno: i nostri spaghetti sono morbidi, e da mangiarsi con cucchiaio e forchetta piuttosto che essere arrotolati al dente sulla forchetta. Non potresti certo venderli agli italiani come spaghetti, ma come uno spuntino orientale che ha gli stessi ingredienti degli spaghetti”.

Ammessi e non concessi gli spaghetti, con il sugo a base di ketchup alla banana, fegato e würstel rossi come la mettiamo?

[Crediti | Quartzy ]