di Chiara Cavalleris 28 Dicembre 2017
mozzarella di bufala

È battaglia della mozzarella tra Campania e Puglia.

La mozzarella pugliese ha appena ricevuto il via libera da Roma per il riconoscimento della sua DOP. Si tratta, nello specifico, della mozzarella di Gioia del Colle, che ora attende il benestare comunitario da Bruxelles per essere dichiarata formalmente mozzarella Dop.

Una buona notizia? Dipende da che lato dello stivale la si guarda. Per il Consorzio della mozzarella di bufala campana, che si è opposto strenuamente alla denominazione di origine protetta pugliese, è una minaccia alla propria tutela territoriale.

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Già nei mesi scorsi, quando a fine agosto la Puglia aveva richiesto il riconoscimento della Dop, il governatore campano De Luca aveva puntato i piedi:

«I prodotti caseari pugliesi sono prelibati, ma l’unica mozzarella DOP è e deve restare solo la nostra, realizzata esclusivamente con latte di bufala», per poi minimizzare la rilevanza della variante pugliese: «Per me esiste al massimo la burrata».

Ma le contestazioni inviate al ministero delle Politiche agricole, ritenute non rilevanti, hanno dato ragione a Gioia del Colle.

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Va detto che la mitica mozzarella di bufala campana vale come giro d’affari circa 450 milioni di euro l’anno, ed è comprensibile che perdere l’esclusiva sulla Dop metta in allarme i produttori, ma viene difficile pensare alla confusione per i consumatori temuta dal Consorzio campano.

La mozzarella di Gioia del Colle è di latte vaccino, che si tratti di treccia o provolina, di bufala DOP ne resterà comunque una sola.