Niko Romito e Jeremy Chan insieme. Il rigore e la tecnica minimalista che si confrontano con l’estro e la precisione maniacale. Non sono poi due mondi così distanti, quello dello chef di Casadonna Reale e del suo collega londinese di Ikoyi. Quanto si possano avvicinare e confrontare sarà l’oggetto della primo appuntamento annunciato per Buonissima 2026, l’evento torinese fatto di cene spettacolo e quattro mani inedite.
Buonissima 2026: quando sarà
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Il festival gastronomico che unisce “Cucina, Arte e Bellezza” tornerà con la sua sesta edizione dal 21 al 25 ottobre prossimi, e già si annuncia qualche novità.
Intanto in termini di tempistiche: Buonissima, tradizionalmente concentrata principalmente negli appuntamenti serali, si struttura quest’anno più come un evento all day long, con i pranzi che promettono di affiancare le cene. Confermata la cerimonia d’apertura e il Premio Bob Noto alla Centrale Nuvola Lavazza, così come la grande Opening Dinner a Palazzo Madama. Tornerà Metti Torino a Cena, ampliandosi anche ai pranzi e quindi trasformandosi in Metti Torino a Tavola, con gli chef della città chiamati a confrontarsi con colleghi italiani e internazionali in cene a quattro mani ospitate nei ristoranti torinesi; tornerà e parimenti si estenderà anche ai pranzi Piolissima, il progetto dedicato alla cucina popolare piemontese e alle piole, luoghi simbolo della convivialità cittadina; e tornerà (con apertura anticipata di un giorno, per un antipasto del palinsesto) Casa Buonissima, spazio di incontro aperto a talk, presentazioni, cooking show, degustazioni e masterclass con protagonisti del mondo della cucina, del vino, della pasticceria, dell’arte bianca e della cultura gastronomica.
l palinsesto continuerà a svilupparsi anche attraverso i format che negli ultimi anni hanno ampliato il racconto del festival. BistroMania, con i bistrot contemporanei torinesi a cui si affiancheranno cinque bistrot spagnoli, portati in dote dalla partnership con la Regione Catalogna. Gli Chef’s Table, introdotti nel 2025, torneranno come appuntamento più intimo del programma e raddoppieranno nel numero: quattro cene per pochi ospiti, costruite intorno al dialogo ravvicinato tra chef, luoghi speciali e menu pensati per raccontare il legame tra cucina e arte.
Confermati anche gli appuntamenti che mettono in relazione diretta gastronomia e patrimonio artistico, come la Giornata dell’Arte, evoluzione di quella che l’anno scorso era stata la Cena dell’Arte alle Gallerie d’Italia, un lungo momento culturale pensato per costruire un dialogo tra cucina, opere, spazio museale e linguaggi visivi. Tornerà inoltre il Grande Pranzo della Domenica al Castello di Rivoli, evento conclusivo del festival e momento di sintesi tra cucina piemontese, convivialità e scenario culturale.
Niko Romito e Jeremy Chan insieme
Ma l’annuncio più interessante riguarda “Contemporanea”, un evento gastronomico pensato come produzione unica e irripetibile: Jeremy Chan del ristorante Ikoyi di Londra e Niko Romito del Reale di Castel di Sangro si incontreranno alla Galleria Civica d’Arte Moderna e Contemporanea di Torino per un doppio appuntamento, un pranzo e una cena, costruito in dialogo con lo spazio, la sua architettura, la sua luce e la sua funzione culturale.
Non solo un appuntamento gastronomico: la Galleria Civica d’Arte Moderna e Contemporanea di Torino, per cui è stato appena annunciato un importante progetto di rigenerazione, non sarà solo lo spazio che ospiterà l’appuntamento, ma verrà pensato dagli chef come luogo di dialogo con la cucina, nel rispetto dello spirito che caratterizza Buonissima e che l’anno scorso ha portato Rasmus Munk a creare una cena-spettacolo site specific all’interno del settecentesco Palazzo Saluzzo Paesana. Staremo a vedere come si muoveranno questa volta i due chef in questo tentativo di far dialogare arte, cibo e architetture: d’altra parte, non siamo mica noi quelli che dicono che la cucina è arte. Se così è, Buonissima è il posto dove dimostrarlo.
