Nutella è più una marmellata o una guarnizione per dolci?

Come se non bastassero i problemi con l’olio di palma, difeso a spada tratta da Ferrero ma protagonista di una campagna d’odio senza precedenti, un’altra tegola si abbatte su Nutella.

Questa volta negli Stati Uniti.

 

La FDA (authority Usa per la sicurezza alimentare) ha appena lanciato un sondaggio con tanto di questionario sulla crema spalmabile.

Un momento, crema spalmabile, sul pane, su una fetta biscottata al pari del miele e della marmellata oppure denso e calorico “topping” per i dessert, come per esempio lo sciroppo che mettiamo sul gelato.

Sul dubbio esistenziale, preludio a un nuovo braccio di ferro tra Italia e Stati Uniti, la Food and Drug Administration ha aperto ai commenti dei consumatori d’oltreoceano che hanno due mesi di tempi per rispondere alle domande: “Mangiate Nutella? E se si, quanta? Come la mangiate, spalmata sul pane o no?”

Il motivo di questo interesse è tutt’altro che una questione di lana caprina.

In pratica: se la crema alle nocciole viene considerata alla stregua di miele o marmellata, allora la dose consigliata sull’etichetta americana di Nutella sarà un cucchiaio da tavola, all’incirca 100 calorie. Posizione questa sostenuta da Ferrero che sul punto ha chiesto l’intervento della FDA.

Al contrario, se Nutella fosse inclusa tra gli sciroppi, i “topping” da dessert, la dose aumenterebbe a due cucchiai e 200 calorie circa.

Perché, vi chiederete, proprio Ferrero ha chiesto all’Autorità Usa di limitare le dosi di Nutella?

Come ha spiegato la rivista Test-Magazine:

“La questione ha un significato se si pensa che negli importi di riferimento abitualmente consumati, i cosidetti Racc, finiscono in confezione gli zuccheri, i grassi e gli altri elementi nutrizionali in base alla dose considerata “normale”. E per Nutella scendere da due a un cucchiaio significherebbe rendere decisamente più attraente la crema per milioni di americani”.

Ma Angela Chen, in rappresentanza degli scandalizzati esperti americani di alimentazione, si è schierata apertamente contro la multinazionale italiana intervenendo sul sito The Verge.

Questo il senso del suo intervento: “Nutella non c’entra niente con la marmellata! E’ troppo calorica per essere una semplice composta di frutta!”. Come dire che il paragone con le confetture è troppo ardito per essere vero.

Chi la spunterà tra golosi irrecuperabili e tenaci salutisti? La gara è aperta e affidata al sondaggio della Fda.

Nel frattempo gli “exit poll” si sprecano.

Stando ai dati Ferrero, il 74% degli americani mangia Nutella a guisa di marmellata, cioè spalmandola su pane e simili; a usare la crema spalmabile come sciroppo per dolci è solo il 2%.

Sembra insomma che il fronte pro-marmellata abbia la vittoria in pugno, ma staremo a vedere. Negli States, i temi elettorali sono all’ordine del giorno.

[Crediti | Link: Il Test, The Verge]

Nunzia Clemente Nunzia Clemente

4 Novembre 2016

commenti (5)

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  1. Avatar Orval87 ha detto:

    Questo dice tutto su come sia considerato l’argomento cibo negli USA, e quanto ne sappiano…
    Cioè, il prodotto è sempre lo stesso e ha sempre le stesse calorie, però se viene indicato in un modo o in un altro allora cambia la dose consigliata?!
    Una cosa senza alcun senso!

    1. Avatar Andrea ha detto:

      Ha senso invece, molto più dei dati nutrizionali per 100gr di prodotto, che possono essere pochi o tanti a seconda del consumo che mediamente si fa di quel prodotto.

    2. Avatar Orval87 ha detto:

      Se ti spieghi e’ meglio…perche’ a casa mia 100 g sono sempre uguali…

  2. Avatar cinicus ha detto:

    Una nazione gastronomicamente culturalmente e politicamente pervertita.

  3. Avatar sbarabaus ha detto:

    non ho capito perchè una cosa che si spalma dovrebbe essere per forza una marmellata di frutta

    io comunque la crema novi la mangio solo a cucchiaiate