Nutriscore: secondo Cia-Agricoltori è compito dell’Italia “avanzare alternative credibili”

Secondo Cia-Agricoltori il Nutriscore è una minaccia per la dieta mediterranea; e l'Italia ha il compito di formulare alternative credibili.

Nutriscore: secondo Cia-Agricoltori è compito dell’Italia “avanzare alternative credibili”

Continua la lotta (principalmente ideologica) tra il Nutriscore e i paladini dorati della dieta mediterranea: il più recente appello formulato da Cia – Agricoltori italiani, infatti, definisce l’ormai celebre sistema di etichettatura a semaforo come una vera e propria minaccia che rischia di danneggiare “modello di consumo e produzione sostenibile”. In questo contesto, onde per l’appunto evitare che la reputazione “di tipicità italiane unanimemente riconosciute per salubrità e alta qualità” rimanga infangata da colori e lettere poco gentili, l’Italia deve necessariamente avanzare proposte alternative e credibili, in modo sì da rispondere ai dubbi e ai – comprensibilissimi – timori dei consumatori, ma forse soprattutto nella speranza che le autorità europee decidano di tenerne conto qualora optassero per una sintesi tra i vari sistemi di etichettatura.

pasta

Troppo cinici? Difficile dirlo – quel che è certo è che di fatto i detrattori del Nutriscore sono davvero numerosi, da recenti studi che ne sottolineano limiti di funzionalità e logica al dotto parere degli esperti dell’Accademia dei Georgofili di Firenze. “Servono maggiori risorse e un vigoroso impulso alla valorizzazione delle produzioni espressione della Dieta Mediterranea” ha commentato a tal proposito Cristiano Fini di Cia – Agricoltori, facendo appello anche all’introduzione di “grandi investimenti per rendere i prodotti della Dieta Med protagonisti sui nuovi mercati”. L’opinione di Fini è che la DM rappresenti, al di là delle positive qualità nazionali, un sistema “di produzione sostenibile che garantisce ecosistemi sani, equità sociale ed economica”.