di Manuela 19 Maggio 2020
aperitivo

Come era prevedibile in questa Fase 2 dell’emergenza Coronavirus, non tutti gli italiani si comportano in maniera responsabile con la nuova libertà ritrovata. Succede a Palermo dove al mercato della Vucciria è stata registrata una folla senza mascherine per l’aperitivo e che beveva spritz senza mantenere la distanza di sicurezza interpersonale (stessa cosa accaduta, fra l’altro, al Vomero a Napoli).

I locali della movida sono stati riaperti anche a Palermo e molte persone hanno deciso di festeggiare andando a fare l’aperitivo proprio alla Vucciria. Il problema è che molte persone con il bicchiere in mano non avevano la mascherina e non rispettavano neanche la distanza minima di un metro.

La colpa di sicuro questa volta non era dei titolari di ristoranti, bar e pub: all’interno loro facevano rispettare alla perfezione il distanziamento sociale e l’uso dei dispositivi di protezione. Il problema era all’esterno: qui le persone, incuranti del rispetto delle norme anti diffusione Coronavirus, hanno organizzato una movida caotica.

Domenico Bonanno di “Tocca a Noi” ha lamentato il fatto che proprio nel giorno della ripartenza, sia ripartita puntuale anche la movida selvaggia a Palermo, il tutto in assenza di controlli. Il dito in questo caso è puntato contro una minoranza di palermitani che non rispettano le regole. I gestori di pub e locali hanno fatto sacrifici enormi per poter riaprire rispettando norme e salute, così come molti clienti stanno frequentando questi locali osservando le regole.

Ma è inaccettabile che ci siano zone dove mancano i controlli, dove non si rispettano le norme, dove si metta in cattiva luce tutto il settore e in pericolo tutta la città. Bonanno spiega che sarebbe bastato organizzare dei presidi fissi di controllo nelle zone maggiormente a rischio, ma nulla è stato fatto. E chiede che il sindaco Leoluca Orlando, il quale proprio qualche giorno fa aveva dichiarato di essere pronto a chiudere le piazze se i cittadini non avessero rispettato il distanziamento sociale, attivi i controlli e, se necessario, chiuda quelle zone dove non si riesce a garantire ordine e sicurezza.

Pare poi che parecchi gestori abbiano preferito chiudere poco dopo le 20 proprio per evitare che gli assembramenti che si stavano creando all’esterno comportassero anche per loro altri controlli da parte della polizia municipale.