Papa Francesco si schiera con i pescatori: “Siano rispettati i loro diritti”

In occasione della Giornata mondiale della pesca Papa Francesco si è schierato a favore dei pescatori, chiedendo il rispetto dei loro diritti.

Papa Francesco si schiera con i pescatori: “Siano rispettati i loro diritti”

Il 21 novembre di ogni anno si celebra la Giornata mondiale della pesca – un occasione che, di fatto, è utile sia per riconoscere la fragile abbondanza del mare e degli oceani, celebrando allo stesso tempo il ruolo e la professionalità degli agenti della filiera, sovente coinvolti in acute situazioni di disagio; che per puntare la luce dei riflettori sulle tematiche di sostenibilità ambientale, tutela dell’ambiente marittimo e problemi di sovrasfruttamento dei bacini a livello globale. In questa cornice è intervenuto perfino Papa Francesco, schierandosi di fatto dalla parte dei pescatori e invitando al rispetto dei loro diritti.

Giornata mondiale della Pesca: il commento di Papa Francesco

pescatore

L’invito e allo stesso tempo la speranza del Papa è che questa giornata “possa favorire la sostenibilità nella pesca e nell’acquacultura attraverso il rispetto dei diritti dei pescatori che con il loro lavoro contribuiscono alla sicurezza alimentare, alla nutrizione e alla riduzione della povertà nel mondo”.

Il suo intervento, pronunciato durante l’udienza generale, ha fondamentalmente riassunto in maniera concisa le varie sfere problematiche che, ormai da tempo, gravitano attorno all’ecosistema pesca. Spicca in particolare una parola che, in un modo o nell’altro, abita ormai i pensieri di tutti: ci riferiamo, naturalmente, alla sostenibilità. Eh sì, perché nonostante l’indiscusso posto di rilievo della pesca dell’acquacoltura nella fornitura di beni alimentari, nutrizione e anche posti di lavoro in tutto il mondo, il lavoro da fare per declinarlo secondo un’ottica più rispettosa dell’ambiente è, in realtà, ancora molto.

Vi rimandiamo, in questo contesto, a quanto emerso durante la 35/ma sessione del Comitato per la Pesca, tenutosi durante i primi giorni di settembre: le parole pronunciate dal direttore generale della Fao, Qu Dongyu, hanno infatti presentato un panorama dove il neo delle attività illegali è ancora troppo grande per essere ignorato. A tal proposito vi ricordiamo, di fatto, che le attività di pesca illecita causano miliardi di dollari di danni agli ecosistemi e alle economie dei paesi in via di sviluppo: secondo uno studio della Financial Transparency Coalition (FTC), addirittura, il 90% degli stock ittici mondiali è completamente sfruttato o addirittura esaurito, con la pesca INN (vale a dire illegale, non dichiarata e non regolamentata) che rappresenta un quinto delle catture della pesca mondiale per un valore di circa 23,5 miliardi di dollari l’anno.

Un occhio più sostenibile e una lotta più serrata alle attività illecite, in altre parole – tasselli che, come ha spiegato Papa Francesco, passano inevitabilmente anche attraverso il rispetto dei diritti degli stessi agenti della filiera.