Esistono delle battaglie epiche, che sottolineano la qualità di un’epoca: una delle battaglie epiche della nostra epoca è quella tra Pepsi e Coca-Cola, che da sempre incarnano due visioni del mondo distinte, come chi ama i cani o i gatti, il mare o la montagna.
Secondo i dati forniti da Reuters, PepsiCo (PEP.O), una delle maggiori industrie americane del settore degli snack, produttrice della Pepsi-Cola ma anche proprietaria di marchi come Lay’s, Doritos, Cheetos e Tostitos, ha registrato un calo delle vendite del 2% dall’inizio dell’anno. Questo si è verificato nonostante una riduzione dei prezzi di circa il 15% su alcuni degli snack più famosi del gruppo.
Il confronto tra Pepsi e Coca-Cola è impietoso: nell’ultimo trimestre del 2026, i volumi delle bevande di PepsiCo in Nord America sono diminuiti del 4%, mentre tre mesi prima Coca-Cola aveva registrato una crescita del 4%. Le azioni di Coca-Cola sono salite di oltre il 20% dall’inizio dell’anno, mentre quelle di PepsiCo sono in calo di circa il 4%.
Come mai gli americani non comprano più Pepsi?

Il motivo principale è sempre lo stesso: gli americani stanno usando sempre più spesso i farmaci della classe GLP-1, ovvero farmaci come Ozempic, che facilitano il dimagrimento e che stanno portando, tra le altre cose, a un maggiore consumo di proteine per limitare la perdita di massa muscolare durante il trattamento.
Una recente analisi citata da Reuters parla del 21% delle famiglie statunitensi che ormai utilizza questi prodotti. Questo ha portato a una rivoluzione nel mercato degli snack e delle bevande, alla quale le aziende faticano a stare dietro, sia nel modificare rapidamente la produzione per rispondere alle nuove richieste del mercato, sia nell’innovare abbastanza velocemente da intercettare i nuovi trend alimentari.
Questo non incide direttamente sulla Pepsi-Cola, ma incide soprattutto sul fatto che l’azienda ricava circa il 58% del proprio fatturato dagli snack salati, che sono tra i prodotti maggiormente penalizzati da questa nuova prospettiva salutista.
Il secondo punto è che il calo delle vendite di Pepsi, rispetto a Coca-Cola, deriva anche dal fatto che gli americani stanno diventando più mirati e selettivi negli acquisti. “PepsiCo oggi si trova a competere molto più duramente per ogni dollaro speso dai consumatori e, sempre più spesso, questa competizione riguarda tanto la rilevanza del marchio quanto il prezzo”, ha dichiarato a Reuters Katherine Machado O’Hara, fondatrice della società di consulenza marketing The Oxigeno Project.
In sostanza: si acquistano meno bevande gassate e zuccherate e, quando lo si fa, conta anche la forza del marchio. Coca-Cola, da questo punto di vista, sembra uscirne vincitrice. Anche perché negli ultimi anni ha ampliato il proprio portafoglio con categorie in crescita, come gli sport drink (Powerade), i tè (Fuze Tea), gli smoothie (innocent) e altre bevande percepite come più salutari.
Quello che probabilmente vedremo fare a Pepsi nei prossimi anni, per rilanciare la crescita, sarà puntare sull’innovazione di prodotto, ed è quello che stanno chiedendo gli investitori. Potrebbero presto arrivare bevande arricchite con proteine o fibre, seguendo i nuovi trend alimentari. Ce lo meritiamo.
