Il settore della birra nel Regno Unito sta attraversando un periodo di profonda instabilità, e se la situazione complicata di istituzioni nazionali del consumo birrario come i pub non fosse sufficiente a dimostrarlo, anche sul lato produttivo le notizie sono drammatiche, con i birrifici inglesi che registrano un aumento verticale delle chiusure nel 2025.
Secondo i nuovi dati forniti dalla Society of Independent Brewers and Associates (SIBA), si è infatti verificato un picco del 37% nelle chiusure rispetto all’anno precedente: all’inizio di gennaio 2026, il numero di birrifici individuali attivi è sceso a 1578, evidenziando una perdita significativa rispetto ai 1715 registrati all’inizio del 2025 e ai 1815 del 2024. Si tratta di quasi 3 birrifici a settimana.
La cause della crisi

Le cause di questa situazione sono molteplici e non dissimili da quelle che stanno mettendo in ginocchio molti altri settori produttivi, vittime di quella che viene ormai definita come una tempesta perfetta di criticità economiche: i produttori più piccoli devono far fronte ai costi elevati per il leasing delle attrezzature, rincari sulle materie prime e sui costi di produzione, nonché all’aumento dei prezzi dell’elettricità e dei salari dei dipendenti.
Nonostante queste sfide, un dato positivo c’è. I numeri indicano paradossalmente che la produzione dei produttori indipendenti è tornata ai livelli pre-pandemia, con la birra in cask (i tipici fusti rifermentati inglesi) che mostra una crescita a doppia cifra. Tuttavia, le pressioni del mercato e l’incremento delle acquisizioni e fusioni hanno portato alla scomparsa di 137 birrifici in soli dodici mesi.
Andy Slee, amministratore delegato della SIBA interpellato da The Drinks Business, ha le idee chiare: “La Gran Bretagna è estremamente fortunata ad avere una gamma così ampia di birrifici indipendenti e appassionati che producono birra localmente in tutto il Regno Unito; ma se non agiamo presto per invertire i tassi di chiusura, potremmo trovarci di fronte a una crisi di sopravvivenza per la produzione di birra britannica. Il problema qui non è la domanda – c’è un’enorme richiesta di birra per i birrifici indipendenti locali – il problema è il carico fiscale sui piccoli birrifici, l’aumento dell’attività di fusione che crea consolidamento nel mercato e l’accesso limitato ai pub per i piccoli birrifici”.
La SIBA ha rivolto un appello urgente al governo perché intervenga con riforme strutturali: “Il governo si è impegnato ad affrontare l’enorme squilibrio fiscale tra i rivenditori online e quelli fisici, inclusi i pub, e anche se le recenti modifiche alle tariffe commerciali venissero revocate, il settore tornerebbe semplicemente al punto di partenza – senza la riforma significativa di cui c’è bisogno”.
Continua Slee: “Il Cancelliere ha anche perso l’opportunità di aumentare l’agevolazione fiscale sulla birra alla spina al 20% o più, al fine di rallentare l’aumento del prezzo di una pinta e incoraggiare le persone a visitare più spesso il pub della propria comunità locale. Infine, il governo deve annunciare i risultati della sua revisione sull’accesso al mercato per i piccoli birrifici indipendenti, consentendo di soddisfare la crescente domanda di birra locale e indipendente in un mercato dominato dai marchi di birra globali”.
Secondo l’organizzazione, il settore non può più permettersi soluzioni temporanee che non affrontano le radici del problema: “Annullare i cambiamenti riporta ancora il settore solo a dove si trovava, e non mantiene la promessa di riforme tanto necessarie per affrontare lo squilibrio fiscale tra le imprese tradizionali e quelle online. Crediamo inoltre che ci sia la necessità che le birre di proprietà globale e quelle indipendenti coesistano nei bar di tutto il Regno Unito”.
Oltre alla questione economica, c’è un patrimonio culturale da difendere: “La Gran Bretagna ha un’orgogliosa tradizione birraria ed è sede di alcune delle migliori birre al mondo, abbiamo una storia meravigliosa da raccontare. Il tempo del sentimentalismo è finito, i produttori di birra indipendenti britannici – come il resto del settore dell’ospitalità – hanno bisogno di un’azione decisiva da parte del governo”.
Senza questi interventi strutturali, l’industria della birra indipendente britannica rischia di verso un 2026 in cui questa devastante crisi diventerà irreversibile, mettendo seriamente a rischio il suo futuro.


