di Manuela 3 Ottobre 2019
pernigotti

Nei nuovi accordi per il salvataggio della Pernigotti sono previsti 25 esuberi, ma i sindacati non sono convinti del tutto. Secondo fonti sindacali, il piano designato da Pierluigi Colombi, direttore finanziario di Pernigotti, prevederebbe di tenere aperto lo stabilimento e la produzione, ma con 25 esuberi. Dei 70 dipendenti e 50 interinali, sono 25 a rischio.

Ma mentre i sindacati parlano di esuberi, il cfo di Pernigotti rimodula i termini: per lui non si tratterà di esuberi, bensì di un piano per accompagnare volontariamente chi deciderà di terminare la propria carriera. Ha poi spiegato che queste 25 uscite saranno decise in maniera condivisa, sia con i lavoratori che con le istituzioni.

I sindacati, però, non sono convinti: vogliono avere dati concreti e un piano industriale dettagliato, motivo per cui chiedono un nuovo incontro con l’azienda a fine mese. Inoltre sono abbastanza arrabbiati: in primis per le modalità di comunicazione dell‘acquisizione del reparto gelati da parte di Optima, in parte perché è stato presentato un piano virtuale, tutto da realizzare, in cui però spiccano netti gli esuberi, senza citare investimenti e crescita della produzione.

Roberto Benaglia, segretario nazionale della Fai Cisl, si pone diverse domande interessanti: cosa è cambiato rispetto a due mesi fa? Che fine hanno fatto gli investimenti? Perché Spes e Emendatori sono stati liquidati in questo modo? E aggiunge che sembra che si voglia fare cassa con tagli al personale e costo del lavoro. Non basta dire che gli impianti verranno rinnovati: ci vuole un piano concreto, meno vago.

Un sassolino dalla scarpa se lo leva anche Antonio Di Donna, presidente della Spes, il quale sostiene che il loro percorso era concentrato sul lungo periodo e metteva al centro le persone e non gli interessi di parte. Inoltre si augura che la nuova cessione si muova in questa direzione. Intanto la Spes continuerà la sua produzione dolciaria, mantenendo il fatto di essere una cooperativa sociale che dà spazio ai giovani e alle persone più fragili.