di Manuela 3 Marzo 2020
pescatori

Il Crea ha lanciato il progetto Perilbio grazie al quale, nel settore della pesca, le reti in rame potrebbero andare a sostituire la plastica negli allevamenti ittici. Che tradotto vuol dire: allevare pesci come orate e spigole in gabbie di rame e non più di plastica o nylon. Visto che si tratta di un sistema del tutto sperimentale, per ora queste gabbie saranno installate nel territorio di una concessione di un’azienda nell’isola di Capraia, proprio nel Parco Nazionale dell’Arcipelago Toscano.

Lo scopo è quello di ridurre le plastiche che vanno ad inquinare i mari. Secondo il Crea, il rame non solo ha azione antibatterica (in questo modo diminuiscono le incrostazioni provocate dai microrganismi, migliora l’ossigenazione dell’acqua e il benessere dei pesci e anche le operazioni di pulizia e manutenzione risultano facilitate), ma è più resistente ed è facilmente riciclabile. Questo vuol anche dire che le aziende non dovranno cambiare le reti danneggiate ogni due anni, cosa che succede con le reti in nylon.

Purtroppo il costo di queste reti di rame sarà più alto: si parla di quasi 3 volte quello delle reti in nylon, ma è anche vero che andranno sostituite con minor frequenza. Proprio per questo motivo, queste reti saranno sperimentate in un’azienda, in modo da capire se sia un progetto attuabile anche in campo. Le gabbie in rame saranno anche corredate di sonde per monitorare i parametri fisico-chimici dell’acqua, mentre grazie a dati satellitari sarà possibile tenere sotto controllo le condizioni meteo. Inoltre gli allevatori avranno a disposizione anche un’app per tenere sempre tutto sotto controllo in tempo reale.