di Valentina Dirindin 5 Giugno 2019
persico pesce

Le risorse animali si stanno esaurendo: nei nostri (inquinatissimi) mari c’è sempre meno pesce. Insomma, se vogliamo continuare a condire di grigliate e fritture le nostre estati al mare, occorre correre ai ripari. Per questo, dopo l’ “impossible meat”, la “carne-non-carne” che sta spopolando nei fast food di Burger King, arriva anche il pesce prodotto in laboratorio.

L’idea, come comunica Il Post, arriva da Finless Food, una start-up californiana che sta provando a fare quello che altre aziende di biotecnologie stanno facendo con la carne: realizzare un surrogato del pesce che abbia simili caratteristiche di consistenza e sapore, senza includere ingredienti di origine animale. Il mercato del cibo veg, infatti, è una delle scommesse per il futuro dell’industria alimentare internazionale, che sempre di più si sta attrezzando per andare incontro alle richieste di una fetta di clientela crescente. “Il principio alla base del tonno di Finless Food”, spiega Il Post, “è quello della cosiddetta agricoltura cellulare: le cellule animali vengono selezionate, disposte in un apposito contenitore e arricchite con un siero di origine animale che le fa riprodurre. Le cellule vengono indirizzateartificialmente in modo che vadano a costituire le parti muscolose, quelle grasse e quelle del tessuto connettivo, in modo che la struttura del prodotto sia analoga a quella animale”.

[Fonte: Il Post]