di Valentina Dirindin 18 Dicembre 2019
Peyrano

Riparte da zero, dopo il fallimento e i mesi di chiusura, la storia di Peyrano, marchio storico del cioccolato di Torino. Tutti in città sperano che la nuova guida, nelle mani del trentaquattrenne Alessandro Prandelli, possa riportare, se non all’antico prestigio, almeno un po’ di vitalità a un marchio che è stato un pezzo della storia della cioccolateria torinese e italiana. Fondata nel 1914, l’azienda di corso Moncalieri 47 era da tempo in difficoltà, fino al fallimento e alla messa all’asta quest’estate, con un prezzo di partenza di 850mila euro.

Ora Peyrano riparte, in sordina, senza altisonanti inaugurazioni, con la voglia di lavorare e fare bene prima di presentarsi ufficialmente al pubblico torinese, da sempre una platea non facilissima da accontentare. L’azienda riprende il suo percorso con una squadra di sette persone (“la grande maggioranza sono in Peyrano da sempre”, spiega a La Stampa Alessandro Prandelli) e la volontà di puntare in alto, riproponendo il Made in Italy nel mercato dell’eccellenza e aspirando a diventare “il Gaja, Hermès o il Dom Perignon del cioccolato”.

Il tutto, grazie al ritorno ai metodi di una volta, con ricette del passato, materie prime di qualità ma macchinari moderni. Le premesse sono ottime, e noi non vediamo davvero l’ora di assaggiare il primo cioccolatino di questa Peyrano 2.0.

[Fonte: La Stampa]