Pomodoro da industria, il Nord Italia “rimonta” la siccità: rese sopra la media e ottima qualità

La campagna di raccolta e trasformazione del pomodoro da industria nel Nord Italia si è conclusa con rese sopra la media, "rimontando" la siccità.

pomodori

Chiudere gli occhi e fare finta che vada tutto bene non serve a molto: la siccità che ha caratterizzato l’estate 2022 (ma di fatto anche buona parte della primavera e dell’inverno) non è certo stata un miraggio. Le stime redatte dalla Coldiretti verso la metà di luglio, ad esempio, indicavano un taglio dell’11% sul raccolto complessivo di pomodori, con gli stessi agricoltori che si sono visti costretti ad anticipare notevolmente le attività di raccolta a causa del caldo eccessivo. Ciononostante, la campagna di raccolta e trasformazione del pomodoro da industria nel contesto del Nord Italia si è di fatto conclusa con una “buona produzione, rese ad ettaro sopra la media e qualità elevata”.

Si tratta di quanto annunciato dall’OI Pomodoro Nord Italia, che nel proprio rapporto indica una superficie coltivata complessiva di 37.204 ettari – l’11% con tecniche di produzione biologica, l’89% osservando i disciplinari regionali di produzione integrata – e una quantità di materia prima trasformata pari a 2.890.000 tonnellate. Sì, avete letto bene – rese sopra la media. La stessa organizzazione imputa questa “rimonta” all’impegno degli agricoltori “nella razionalizzazione e oculatezza nell’utilizzo dell’acqua e alle iniziative di gestione dell’emergenza dei Consorzi di Bonifica e delle istituzioni regionali e nazionali preposte, nonché all’aiuto di qualche pioggia estiva”.

I dati, dopotutto, parlano chiaro: la resa totale è stata di 77,9 t/ha, mentre la media quinquennale si arena sui 73,1 t/ha. “La campagna 2022 ha sostanzialmente centrato gli obiettivi prestabiliti a primavera e questo nonostante la siccità e gli aumenti nei costi di produzione” ha riconosciuto il presidente dell’OI Pomodoro Nord Italia, Tiberio Rabboni. ” Ha funzionato la programmazione delle superfici, come ha funzionato il nuovo servizio OI di previsione delle consegne settimanali sulla base delle date di trapianto e, determinante, ha funzionato anche il gioco di squadra tra agricoltori, consorzi di bonifica e istituzioni per minimizzare l’impatto della siccità. Ora è fondamentale realizzare tutti gli interventi decisi, previsti e finanziati con i fondi Pnrr, nazionali e regionali per accrescere la disponibilità irrigua e la raccolta delle acque”.