“Prendete nota, donne”, è arrivata la Norma di Ignazio La Russa

Il presidente del Senato Ignazio La Russa ha ammaliato un evento di Fratelli d'Italia con la sua ricetta della pasta alla Norma.

ignazio la russa

La ricetta perfetta per un siparietto da elezioni – prendere una massiccia base di luoghi comuni, aggiungere una buona dose di sessismo e infine mescolare il tutto con una occhiata d’intesa ai sovranisti alimentari. Ci stiamo riferendo al più recente intervento del presidente del Senato Ignazio La Russa, intervenuto durante un evento di Fratelli d’Italia in vista delle elezioni regionali in Lombardia, dove in una manciata di minuti è riuscito a scoccare una frecciata agli insetti commestibili sottolineando la loro inadeguatezza di fronte alla pasta alla Norma (un’uscita che naturalmente ha causato un eruzione di applausi commossi e addirittura qualche solenne “Bravo!” dal pubblico) e poi a invitare le donne a prendere nota della sua personalissima ricetta – che d’altronde si sa, solo le donne devono stare ai fornelli.

“Ma perché ridete? Prendete nota, donne!”

pasta-alla-norma-5-errori-da-non-fare

“Io penso che la pasta alla norma sia meglio dei grilli” azzarda in apertura Ignazio La Russa. La frecciata, evidentemente, è rivolta alla recente decisione dell’Unione europea di autorizzare il commercio di grilli in quanto prodotto alimentare, e l’intento è naturalmente quello di paragonare il bizzarro dell’insetto alla ricca sobrietà della cucina nostrana. D’altronde, inutile tentare di modificare quel che è perfetto: ogni tentativo di innovare, di creare, di risolvere un enigma come quello della sostenibilità deve appassire sull’altare dell’identità goffa ma ancestrale del “pizza pasta e mandolino”.

LEGGI ANCHE Barilla e l’affair sugli insetti sono la dimostrazione che Giorgia Meloni ha ragione da vendere

Quella della pasta alla Norma, in ogni caso, pare sia una vera e propria passione per La Russa: “Ho scritto un racconto che contiene la ricetta della pasta alla Norma” prosegue infatti. “Un giorno lo manderò a Libero, così me lo pubblica”. Eh già, che il libro di ricette di La Russa starebbe proprio bene accanto a quello di Benedetta Rossi.

Poi lascia le briglie sciolte e comincia a pontificare sulla ricetta: “Innanzitutto attenzione: come lo faccio io non c’è il soffritto” spiega, prima di essere disturbato da un timido coro di risatine. “Ma perché ridete? È importante” si risente il presidente del Senato. “Prendete nota, donne, di come si fa la pasta alla Norma!”.

In sostanza – non ridete, o angeli del focolare: imparate invece ad adempiere ai vostri compiti, a stare al vostro posto. Il resto dell’intervento è un viaggio tra gusto e nostalgia: “Quando ero piccolo la donna, Angelina, aveva già messo la padella con il pomodoro che cuoceva anche due, tre ore” continua La Russa. “picchi d’aglio e basilico finchè volete. Attenzione: le melanzane vanno fritte a parte, avendo attenzione che la sera siano messe a spurgare col sale, poi si leva il sale e si friggono. L’altezza delle fette dev’essere questa” conclude, mostrando il palmo di una mano.

La missione è compiuta. L’orgoglio italico è stato difeso, il dominio della pasta sui grilli dell’Europa cattiva ribadito, le donne istruite all’obbedienza. Da qualche parte, un sovranista alimentare sorride.