Vi ricordate di quando Guè Pequeno fece il bagno nel Prosecco? No, non era un sogno strano partorito quella volta volta che avete azzardato lo spuntino di mezzanotte con gorgonzola e fette biscottate, ma una vera campagna pubblicitaria organizzata dalla cantina Il Colle di San Pietro di Feletto e che, comprensibilmente, aveva sollevato una serie di polemiche sia da parte del popolo internettiano che da Andrea Zanoni, consigliere regionale del PD.
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“È una mancanza di rispetto per chi lavora” aveva tuonato Zanoni, “Uno spreco alimentare inaccettabile e uno sfregio al sito Unesco Colline del Prosecco”. Ebbene, il consigliere Zanoni potrà finalmente dormire sonni tranquilli dopo aver appreso che, di fatto, il vino in questione non è andato sprecato. Vi lasciamo un attimo per digerire il concetto e ciò che implica: il vino non è andato sprecato. Già, buon appetito. Stando alle più recenti dichiarazioni dell’assessore Elena Donazzan, infatti, il vino in cui il rapper ha fatto il bagno è stato riutilizzato per la produzione di altri prodotti vinicoli. Avete presente quella volta che improvvisamente vi siete trovati un capello in bocca durante un aperitivo con la bollicina veneta, o vi è parso che avesse un sapore stranamente acre e pungente? Ecco. Dicevamo, buon appetito.
Zanoni, che evidentemente non ha apprezzato l’apporto proteico extra (ma ci pensate all’opportunità sul mercato dei palestrati? Vino con proteine extra – peli e sudore in omaggio), si è detto allibito del fatto che l’episodio sia stato sminuito a una semplice trovata di marketing “senza considerare l’omissione di controlli sanitari nel riutilizzo di un vino in cui due persone avevano fatto il bagno”. In effetti, la domanda sorge spontanea: cosa prevede il disciplinare di produzione nel caso di “bagnomaria con rapper in immersione”?