di Manuela 10 Febbraio 2020
prosecco distributore automatico

Vi ricordate del distributore automatico di Prosecco fatto installare da Vagabond Wine nelle strade di Londra? Ebbene, al Consorzio questa mossa non è piaciuta proprio: le proteste sono state così veementi che Vagabond Wine ha dovuto togliere il bancomat delle bollicine.

Breve riassunto della storia: Vagabond Wines, catena di locali di Londra, aveva installato un distributore automatico di Prosecco a scopo pubblicitario. Questo distributore, chiamato APM (da ATM, il nome dei bancomat locali) e dalla forma identica a quella di un bancomat, erogava al massimo un calice di Prosecco a volta, in modo da promuovere il consumo consapevole e moderato.

Secondo i redattori di Forbes, questa iniziativa richiamava un po’ alla mente quella dell’Osteria senz’Oste di Valdobbiadene. Ma il Consorzio di tutela del Prosecco Doc la pensa in altro modo: secondo il Consorzio si tratta di una frode nei confronti dei consumatori inglesi in quanto il fatto di non vedere la bottiglia con l’etichetta non può garantire ai consumatori di aver ottenuto un prodotto di origine garantita. Inoltre questa iniziativa creerebbe un danno di immagino per il Prosecco.

Per questo motivo, a metà settimana scorsa, quando la notizia è giunta all’orecchio del Consorzio, è stata fatta una segnalazione alle autorità inglesi. Ma non solo: i legali del Consorzio si sono messi al lavoro per contestare questo illegittimo riferimento alla denominazione Prosecco.

La protesta (e soprattutto la minaccia di un’azione legale) ha avuto effetto: per evitare problemi, Vagabond Wine ha deciso di eliminare velocemente il distributore automatico di Prosecco. Per la serie Prosecco – Vagabond Wine: 1 – 0. Chissà se andrà altrettanto bene la battaglia contro il glifosato? Secondo l’Epa è innocuo, ma i produttori sono di idea diversa.