Tra gli appassionati di specialty coffee la Michelin e la 50 Best contano poco, a stabilire i ranghi del meglio delle caffetterie del pianeta è la “The World’s 100 Best Coffee Shops”, presentata a fine febbraio durante il CoffeeFest di Madrid. O almeno ci prova, essendo solo il secondo anno in cui viene redatta: il ranking viene stabilito combinando il voto del pubblico, che pesa per il 30%, con le valutazioni di 800 esperti del settore che incidono per il restante 70%, ricavando la loro top 100 da una base di oltre 15 mila nomination.
Quest’anno il primo posto è stato conquistato da Onyx Coffee Lab, una torrefazione con otto sedi in Arkansas, segnando la prima volta che un marchio nato negli Stati Uniti raggiunge la vetta della lista, spodestando Toby’s Estate, locale che guidava un forte contingente australiano dell’eccellenza del caffè, classificatosi quest’anno quinto.
Il vincitore e gli italiani in classifica

Andrea Allen, fondatrice di Onyx Coffee Lab, ha commentato con entusiasmo il prestigioso riconoscimento: “Onestamente, ci si sente benissimo e un po’ incredibile essere menzionati insieme ad altri locali che sono nostri pari e che ammiriamo. È emozionante che la qualità e l’eccellenza possano trascendere luoghi geografici di tendenza o popolari, e porta legittimità all’alto livello di esecuzione che il nostro team sta portando avanti qui in Arkansas”.
La torrefazione è stata premiata anche per il suo impegno nella trasparenza radicale lungo tutta la filiera, un approccio che Allen rivendica con orgoglio: “Questa idea pratica è iniziata più di un decennio fa, e siamo ancora una delle poche aziende di caffè a farlo. Il nostro impegno dall’inizio alla fine della catena di fornitura è evidente in ogni caffè che tostiamo”.
Il podio mondiale è completato dal secondo posto di Tim Wendelboe, con sede a Oslo in Norvegia, e dal terzo posto di Alquimia Coffee, torrefazione di El Salvador gestita da uno dei coach più premiati nei campionati mondiali per baristi. Scorrendo le prime dieci posizioni si incontrano realtà da ogni continente, come Only Coffee Project Crows Nest in Australia al quarto posto, Apartment Coffee a Singapore in sesta posizione e Tanat in Francia che chiude la top ten. Gli Stati Uniti risultano il paese più rappresentato con nove locali in classifica, seguiti dall’Australia con sette e dal Perù con cinque.
Gli italiani sono presenti in classifica con due caffetterie: Ditta Artigianale con la sua più recente apertura milanese, che si piazza al numero 62 e, venti posizioni più in alto, uno dei punti di riferimento della scena specialty di Roma, Faro, aperto ormai da dieci anni e particolarmente apprezzato per i prodotti della torrefazione della casa, Aliena, e per la qualità della cucina. Due insegne di indubbio valore, ma una rappresentanza purtroppo numericamente modesta: c’è bisogno che gli operatori si diano da fare per sostenere la causa delle caffetterie specialty italiane.
La selezione delle caffetterie non si basa solo sul gusto, ma segue otto criteri rigorosi che includono la costanza qualitativa, l’atmosfera del locale, la competenza del personale e le pratiche di sostenibilità. Come sottolineato da César Ramírez, CEO di The World’s 100 Best Coffee Shops: “Questa classifica è più di una semplice lista di eccezionali caffetterie; è un’istantanea del momento culturale, creativo e professionale che il caffè sta vivendo in tutto il mondo”.

