I cibi “morali” per il reddito di cittadinanza, aragosta compresa: Il buonappetito

Leggo che il reddito di cittadinanza verrà caricato su una sorta di bancomat che potrà essere utilizzato solo in determinati esercizi per acquistare solo alcuni prodotti “morali”.

Alla parola “morale” ho sempre un sussulto: santa pace, la mia condotta – soprattutto quella alimentare – è fondata sui principi più immorali che ci siano! Abbondanza, lussuria, esagerazione, piacere, libidine, sfrenatezza.

[Negozi chiusi la domenica? Vantaggi e svantaggi come se non li avesse proposti Di Maio]

Poi leggo che i “prodotti morali” saranno evinti dal celebre paniere Istat, che fotografa – e non determina, grazie al cielo – i consumi degli italiani. E mi rassereno. Se non avete mai avuto occasione di scorrere gli alimenti nel paniere Istat, fatelo: è divertente e istruttivo.

Intanto nella voce “Prodotti alimentari e bevande analcoliche” c’è praticamente tutto. Ci sono la Nutella e il Kinder, i “Poponi meloni” e il salmone affumicato, i crostacei freschi e persino i “filetti di acciughe in olio di oliva”: dunque già mi rilasso.

Ma in più il paniere Istat ha la voce “Bevande alcoliche e tabacchi” che comprende: Altri tabacchi; Aperitivo; Birra di marca estera; Birra nazionale; Brandy; Grappa; Liquore dolce; Sigarette; Sigari e sigaretti; Vini liquorosi; Vino da tavola; Vino di qualità; Vino spumante; Whisky.

Capite che un paniere che consenta negroni, crostacei freschi, “sigaretti”, champagne e barolo è un paniere che mi somiglia. È giusto così: le cose buone sono sempre morali.

Luca Iaccarino Luca Iaccarino

5 Ottobre 2018

commenti (1)

Accedi / Registrati e lascia un commento

  1. Avatar Andrea ha detto:

    Forse converrebbe fare meno politica e scrivere pezzi migliori (compatibilmente con le capacità)