Quando McDonald’s abbassa i prezzi dobbiamo davvero preoccuparci

Ad aprile negli Stati Uniti il fast food più noto al mondo lancerà molti prodotti a 3 euro e uno menu a 4 euro, per riconquistare i consumatori a basso reddito.

Quando McDonald’s abbassa i prezzi dobbiamo davvero preoccuparci

McDonald’s prevede di introdurre nel mercato statunitense un nuovo menu con prodotti a 3 dollari e offerte per la colazione a 4 dollari a partire da aprile. La notizia è stata data dal Wall Street Journal a febbraio. Si tratta di menu ben strutturati, a prezzi molto competitivi: ad esempio, il pacchetto colazione includerebbe un McMuffin, una porzione di hash brown e un caffè.

A novembre 2025, McDonald’s aveva dichiarato che avrebbe assorbito parte dei costi delle promozioni pasto da 5 e 8 dollari per riconquistare i clienti con meno disponibilità economica — una mossa rara per un’azienda simile, che evidenzia la consapevolezza della pressione economica sui consumatori a basso reddito nel Paese.

McDonald’s, ovviamente, non è l’unica catena che sta pensando a queste operazioni di riconquista dell’utenza perduta: Taco Bell ha lanciato un aggressivo menu a 3 dollari, il “Luxe Value Menu”, che include sia novità sia prodotti già famosi (tipo burrito, taco, churros). Burger King, invece, sta facendo di tutto per non cedere alla pressione di abbassare i prezzi, ma non è detto che ci riesca.

Reuters, riportando la questione, ha parlato apertamente di una “value war” (guerra dei prezzi) tra fast food, per riconquistare una fetta di mercato persa e che ha fatto calare i ricavi attesi alla fine dell’anno.

Cosa era successo nel 2025 ai fast food americani

Burger King

Il mercato dei fast food negli States è l’unica vera alternativa al mangiare in casa per le persone a basso reddito. Tuttavia, proprio questa fascia di consumatori, l’anno scorso, ha abbandonato i fast food e i motivi sono da ricercare nell’aumento dei prezzi e nell’incertezza economica della Nazione.

“Il 2025 è stato un anno impegnativo per gli operatori della ristorazione. I consumatori erano sotto pressione, i costi erano alti e l’incertezza macroeconomica e geopolitica ha pesato sulla fiducia in molti dei nostri mercati”, ha dichiarato a Reutersl il presidente esecutivo di Restaurant Brands, Patrick Doyle. Restaurant Brands è la multinazionale che possiede diversi fast food, tra cui Burger King.

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Ovviamente, anche i fast food risentono degli aumenti delle materie prime: i prezzi della carne bovina, uno degli ingredienti chiave per la catena, hanno raggiunto livelli record negli Stati Uniti l’anno scorso, con un’inflazione di oltre il 7%.

Dunque, secondo i dati federali statunitensi del Consumer Price Index (un po’ il nostro “carrello della spesa” ISTAT), il prezzo medio di una cena fuori casa – anche al fast food – è aumentato del 3,9%.

Come mai in Europa non esiste la guerra dei prezzi dei fast food?

mc donald premium

La situazione del mercato europeo è molto più frazionata di quella statunitense, per cui queste multinazionali devono adattare i prezzi e le promozioni a ogni singola Nazione. L’unica che ha un listino simile a quello statunitense è la Gran Bretagna, in cui esiste un “Saver Menu” con prodotti da circa £1–£3; ma è anche vero che si tratta di un’offerta sempre esistita e non di una promozione dell’ultimo periodo.

Il motivo è che la pressione del caro vita sui consumatori europei è molto meno forte che negli Stati Uniti. Inoltre, per ragioni infrastrutturali, in Europa è più difficile applicare prezzi così bassi, perché il costo del lavoro e quello degli affitti è più alto rispetto agli States.

Infine, il mercato è molto diverso: McDonald’s & Co. non sono l’unica opzione per un pasto low cost fuori casa, e probabilmente non sono nemmeno la prima: panini, sandwich, pizza, kebab e vario cibo di strada sono la scelta principale dei consumatori meno abbienti.

In questi Paesi esistono invece linee premium (come la linea My Selection di McDonald’s Italia), in cui panini con prodotti di maggiore qualità costano di più (anche il 30% in più), ma tendono ad attrarre un pubblico diverso.