Visto da qua, Donald Trump sembra sempre folle. Non solo quando realizza con l’AI immagini che lo raffigurano nelle vesti di Gesù Cristo, o quando minaccia con nonchalance di spazzare via dalla faccia della Terra intere popolazioni. A noi, Donald Trump appare un marziano più o meno qualsiasi cosa faccia, e ci troviamo spesso a chiederci cosa accadrebbe se a fare quel che fa lui o a dire quel che dice lui ci fosse il nostro, di Presidente.
Eppure Donald Trump è lì, alla Casa Bianca, negli uffici presidenziali più importanti del Pianeta, stabilmente incollato al suo mandato per la seconda volta, eletto dagli Americani come loro Presidente. E allora, o sono marziani pure loro, gli Americani intendo, oppure vale la pena di mettersi nei loro panni per capire perché il multimiliardario dal capello arancione piace così tanto al suo popolo. E per capirlo dobbiamo necessariamente passare da uno dei grandi amori di sempre di The Donald, che caso vuole ha pure un’assonanza poetica con il suo nome, quasi fossero due gemelli separati alla nascita: il McDonald’s.
Donald Trump e il driver di McDonald’s invitato alla Casa Bianca

Giusto ieri, il presidente Trump ha chiamato un McDonald’s a domicilio direttamente alla Casa Bianca, durante una conferenza stampa, e poi ha invitato il driver (anzi, la driver) che gliel’ha consegnato a fermarsi lì con lui, davanti ai giornalisti, invitandola pure a rispondere a qualche domanda.
Sì, sembra roba da marziani, in effetti, ma è un teatrino messo in piedi con uno scopo serio – e peraltro con una comunicazione che perfino vista da qua sembra efficace – ovvero parlare dell’eliminazione dell’imposta federale sul reddito derivante dalle mance dei lavoratori, promessa e realizzata da Donald Trump.
Per dimostrare quanto questa legge fosse significativa per il popolo americano, Donald Trump ha coinvolto nella conferenza stampa proprio un rappresentante di quel popolo. Di più, uno di quelli che fanno i lavori più bistrattati, un fattorino delle consegne a domicilio.
Così Sharon Simmons, fattorina di DoorDash, si è trovata a portare il suo sacchetto di McDonald’s direttamente alla Casa Bianca, e poi, su invito del Presidente, a spiegare come la politica di “esenzione fiscale sulle mance” l’abbia aiutata economicamente in un momento in cui suo marito sta combattendo contro il cancro. Simmons ha spiegato che questa politica, che consente ai lavoratori di trattenere una quota maggiore delle mance, le ha fruttato 11.000 dollari in più rispetto a quanto avrebbe guadagnato altrimenti.
Pensa te la fortuna che ha avuto Donald Trump a incappare proprio in una fattorina dalla storia drammatica, a cui la sua legge ha consentito di curare il marito malato. Incredibile. La fattorina ha anche dovuto esprimere la propria opinione – sempre su invito del Presidente – sugli uomini che competono negli sport femminili, ma questa è un’altra storia e insomma, stiamo cercando di entrare nella mente del presidente degli Stati Uniti d’America per dire che sotto sotto ha una sua logica, non è il caso di complicarsi la vita.
Il fatto è che ancora una volta, un presidente miliardario che ha trascinato l’America in una guerra complessa e lunghissima che presumibilmente farà sputare lacrime e sangue al popolo e porterà profitti ai super ricchi, riesce ancora una volta a dialogare con la gente tramite uno strumento potentissimo e condiviso: il fast food.
I precedenti di Donald Trump e McDonald’s

McDonald’s, e i fast food in generale, sono proprio il mezzo di comunicazione preferito di The Donald per arrivare al grande pubblico. Con loro, con l’Americano medio, vero o falso che sia, il presidente degli Stati Uniti condivide l’amore per i panini con l’hamburger e le patatine fritte, tanto da renderlo protagonista di scatti entrati nella storia (come quello del “Make America healthy again”, con suo figlio maggiore Donald Jr, Elon Musk e Robert F. Kennedy Jr).
E non è un caso, in realtà, che McDonald’s sia stato protagonista della campagna elettorale di Trump, che si è perfino messo a friggere delle patatine fritte a favore di telecamera: quel terreno di scontro lì, quello del lavoro più diffuso tra i giovani (e non solo giovani) americani, quello che Kamala Harris diceva di aver fatto proprio per rimarcare la differenza con il suo avversario multimiliardario è la cosa che più accomuna ogni singolo cittadino statunitense: alla fine, il modo più semplice e immediato per sentire vicino il popolo americano, è proprio quell’hamburger, simbolo delle classi sociali più in difficoltà, dei lavoratori, di milioni di elettori.
Trump lo sa, e ha capito che passare da un panino, e da una mancia detassata per chi lo porta, è il modo migliore per arrivare anche alle fasce di elettorato che in questo momento sono messe in difficoltà – come chiunque nel mondo – dalle incertezze portate dalla guerra. Però non hanno più le tasse sulle mance.


