di Valentina Dirindin 21 Marzo 2021

Corretto in extremis il decreto legislativo 27/21, che rischiava di creare un vuoto legislativo in cui i reati alimentari non sarebbero più stati puniti penalmente, ma solo con una sanzione amministrativa.

L’allarme sulla svista normativa era partito qualche giorno fa dalla procura di Torino, ed era stato denunciato anche dal procuratore aggiunto del pool per la tutela del consumatore Vincenzo Pacileo  e dall’ex magistrato Raffaele Guariniello. Con un nuovo decreto legge (il numero 27 del 2 febbraio 2021, pubblicato in Gazzetta ufficiale l’11 marzo), in vigore dal 26 marzo, infatti, si sarebbe avuto un effetto abrogativo della legge 30 aprile 1962, n. 283, che stabiliva l’arresto fino a un anno e un’ammenda fino a 60mila euro per reati alimentari come cibi mal conservati, presenza di additivi vietati, norme igieniche non rispettate.

Una svista incomprensibile, visto che – come aveva fatto notare Guariniello – sarebbe andata nella direzione opposta rispetto al disegno di legge (ancora mai approvato) proposto con l’ex Ministro della Giustizia Castelli per rafforzare ulteriormente la tutela della sicurezza alimentare, sanzionando più gravemente quegli stessi reati.

Così il Governo è corso ai ripari e, su proposta del Presidente Mario Draghi e del Ministro della giustizia Marta Cartabia, infatti, ha approvato un decreto-legge che introduce misure urgenti sulla disciplina sanzionatoria in materia di sicurezza alimentare, risanando l’effetto abrogativo delle precedenti disposizioni.

[Fonte: La Repubblica]

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