di Manuela 12 Agosto 2020
ristorante

Questa storia arriva da Reggio: qui i ristoratori protestano a causa dell’obbligo di installazione dei dispositivi antisfondamento da collocare vicino ai gazebo. A spiegare la situazione è il consigliere comunale Pasquale Imbalzano che lamenta di questa ulteriore limitazione imposta dal Comune.

In pratica il Comune ha imposto ai ristoratori che hanno un gazebo con tavoli all’esterno di applicare dei dispositivi antisfondamento in cemento armato (tipo New Jersey) vicino ai suddetti gazebo. Peccato solo che gli oneri economici sono tutti a carico del ristoratore il quale si vede anche ridotto lo spazio di suolo pubblico da utilizzare per i tavoli.

Eh sì, perché prima il comune ha concesso di incrementare l’occupazione dello spazio pubblico per supplire al ridotto numero di tavoli interno legato alle norme di distanziamento anti Coronavirus. Poi, però, ha obbligato i ristoratori ad installare questi dispositivi antisfondamento dentro l’area assegnata, cosa che riduce nettamente lo spazio a disposizione. Come a dire: prima di aumento lo spazio a disposizione, ma subito dopo te lo riduco.

Tutto ciò rende l’uso dei gazebo non economico, anche per via delle spese di montaggio e installazione di questi dispositivi. Ovviamente la maggior parte dei ristoratori non è stato in grado di sobbarcarsi anche questo ulteriore costo, cosa che ha comportato la sospensione della concessione del suolo pubblico e l’obbligo di mettersi subito in regola entro massimo dieci giorni. Chi non lo farà, si vedrà revocata definitivamente la concessione di suolo pubblico. Oltre al danno, dunque, anche la beffa.