di Manuela 11 Ottobre 2019
Bambini scuola

A Rimini nuovi controlli antri furbetti per le mense scolastiche: l’Isee non basta più, verranno esaminate anche spese auto, vestiario e case. Per ottenere gli sconti su rette e mense scolastiche, adesso, non sarà più sufficiente presentare l’Isee. Visto il numero di “furbetti” che nel Comune di Rimini dichiarano un tenore di vita che non corrisponde poi a quello reale, ecco che da adesso cambierà il sistema di valutazione.

Il nuovo regolamento che entrerà in vigore a breve prevede che i cittadini che vogliono sfruttare sconti e agevolazioni debbano anche dichiarare quanto spendono annualmente per i principali consumi. Fra di essi ci sono:

  • spesa per beni alimentari
  • comunicazioni
  • vestiario
  • auto
  • mobilità
  • case

Saranno le famiglie che dovranno produrre le dichiarazioni richieste. Queste, poi, verranno messe a confronto con i redditi e l’Isee dichiarati tramite un software. In questo modo si potranno evidenziare strane anomalie. Ma non solo: coloro che verranno trovati a barare in tale modo, non perderanno solamente l’utilizzo di agevolazioni per mense e rette, ma verranno anche segnalati immediatamente alla Guardia di Finanza.

Ovviamente non è che alle famiglie sarà chiesto di giustificare ogni singola spesa. E’ Mattia Morolli, assessore all’Istruzione, a spiegare come avverrà il controllo: se un genitore dichiara un Isee inferiore a 10mila euro e poi viene fuori che ha appena comprato un’auto da 40mila euro, è normale interrogarsi sul fatto che in quella dichiarazione dei redditi ci sia qualcosa che non va.

In realtà è da anni che Rimini sta lavorando in tal senso. Per esempio, grazie a controlli effettuati tre anni fa, era stato individuato un caso simile: una mamma, per avere le agevolazioni sulle mense e rette del figlio, aveva dichiarato un Isee di 1000 euro. Nulla si strano, se non fosse che dalla dichiarazione aveva del tutto escluso i 23 immobili di proprietà del padre del bambino. Contando anche quelli, l’Isee arrivava così a 45mila euro. All’epoca la coppia venne multata dalla Guardia di Finanza per un totale di tre volte i benefici ottenuti nel corso degli ultimi due anni in quella maniera illecita.

Idem per quanto riguarda un’altra madre: non aveva messo il padre del bambino nello stato di famiglia. Solo che l’uomo aveva un patrimonio immobiliare di decine di migliaia di euro. Ma qui la storia è ancora più complessa: quando la madre in questione è stata chiamata a rispondere della cosa, a sua volta ha denunciato il compagno perché l’uomo aveva nascosto quei conti correnti pure a lei.

I soldi che verranno recuperati da queste pratiche non corrette saranno destinati, poi, ad ammortizzare le spese per le agevolazioni a chi ne ha veramente bisogno.