Ripetiamo tutti insieme: il sushi non è un Calippo

Arriva anche in Italia la moda del pop up sushi, che sbarca anche in versione GDO in ottocento punti vendita Lidl.

Ripetiamo tutti insieme: il sushi non è un Calippo

Il pop up sushi, il sushi da passeggio che si mangia tipo calippo, è una delle aberrazioni alimentari a cui ci hanno ormai tristemente abituato i social. Prodotti che diventano viraloni, vai a sapere perché, probabilmente solo per una certa ricerca di novità un po’ instagrammabili.

Ma che poi, nella sostanza, non hanno molto da dire. Che necessità c’era, semplicemente, di trasformare il sushi in un ghiacciolo? Non ci bastavano gli all you can eat, che hanno preso la tradizione del pesce crudo giapponese e l’hanno violentata, trasformandola in un prodotto a basso costo e a grandi quantità?

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Non ci bastavano i sushi di carne, che non hanno motivo di esistere, senza la grassezza di alcuni pesci che naturalmente si accoppia con il riso, che ci sarà anche un motivo se l’hanno pensato così e non con una polpetta dentro? No, evidentemente no, ma non pensavamo di meritarci anche il pop up sushi.

Cos’è il pop up sushi?

La moda è partita dall’America, e per la precisione da Suka Sushi a New York. E poi, come spesso accade, i social hanno fatto il resto. Un luogo meraviglioso, i social, dalle potenzialità infinite, ma che spesso vengono usate malissimo. Questo per dire che non è una questione anagrafica: ci piacerebbe che un domani le piattaforme fossero utilizzate sempre di più per fare divulgazione, per raccontare le cose belle e buone, e mica per diffondere all’infinito le novità modaiole creando code che non hanno un senso fuori dai locali e spingendo tutti all’emulazione di cose che hanno per loro natura i giorni contati.

Ma torniamo al pop up sushi, che è sostanzialmente un rotolo di sushi roll pretagliato e confezionato in un imballaggio di cartone con un tubetto di salsa di soia incorporato che funge anche da stantuffo, andando a condire i roll man mano che si mangiano, proprio con l’effetto Calippo.

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Insomma, è un sushi da passeggio. Quindi non è un sushi, e di nuovo non è una questione di eccessivo conservatorismo, ma proprio una riflessione sul fatto che del sushi si perde tutta quella ritualità e quel contorno che lo ha reso una tradizione di valore. Oltre che probabilmente il gusto originale di quel prodotto, visto che anche da Suka Sushi le proposte sono quelle più lontane dalla tradizione giapponese, come il California – che, come svela il nome, non ha proprio nulla di orientale – il Philadelphia, l’Alaska o lo Shrimp Mango. Insomma, il Giappone non è sul menu, evidentemente.

E ci sta, direte voi. Facciamo finta che sia un prodotto totalmente nuovo, un’innovazione americana e per nulla giapponese. La cucina si evolve, si contamina, si ibrida, e oggi a New York si mangiano pizze migliori che a Napoli. Però ecco, l’innovazione dovrebbe aggiungere qualcosa, non togliere, e non si parla solo di praticità e divertimento.

Il pop up sushi è arrivato in Italia

Ovviamente, noi che non ci facciamo mai sfuggire nulla, non potevamo che adottare la moda del pop up sushi. Spuntano qua e là i primi negozietti che lo fanno, e i primi contenuti social che lo provano.

E poi, visto che ormai il sushi è diventato il prodotto di punta di molti supermercati, arriva naturalmente anche la GDO.

Ed ecco quindi che per l’estate Lidl Italia lancia il suo Pop Up Sushi, trasformando un prodotto da passeggio in uno da passeggio tra le corsie del supermercato.

Packaging sobrio e orientale e prodotto disponibile in due varianti, il Futomaki Roll al salmone oppure il California Roll alle verdure.

Il pop up sushi di Lidl Italia sarà disponibile da giovedì 25 giugno in oltre 800 punti vendita del Paese, al prezzo di 4.99 euro. Con buona pace dell’Omakase.