di Marco Locatelli 9 Novembre 2019
La Pecora elettrica

Questa notte un ristorante vittima probabilmente di un atto di vandalismo a Roma, nel quartiere di Centocelle. La “colpa”? Aver espresso solidarietà nei confronti della libreria La Pecora Elettrica, luogo simbolo dell’antifascismo nella Capitale, devastata da un incendio il 6 novembre scorso, proprio quando stava per riaprire i battenti – anche grazie ad una gara di solidarietà – in seguito ad un precedente rogo.

Questa volta ad essere colpito dalle fiamme il Baraka Bistrot, in via dei Ciclamini, locale a pochi passi dalla libreria antifascista. A bruciare gli arredi interni del ristorante mentre la struttura dell’edificio non ha riportato danni significativi. Le prime indagini sul posto sembrano confermare si tratti di un evento doloso: serranda del locale divelta e tracce di liquido infiammabile. Nessun ferito o intossicata a causa delle fiamme, divampate verso le 4.30. Con il Baraka Bistrot sono quattro in totale i locali incendiati nel quartiere di Centocelle in pochi mesi.

“Ho chiuso il locale alle tre meno un quarto e sono andato a casa. Alle 4.20 mi chiamano quelli del sistema di allarme, dicendomi che sentono dei rumori. Mi precipito in macchina al locale e quando arrivo vedo la serranda alzata da terra, la porta aperta e fuoco dappertutto. In un paio di minuti poi sono arrivati tutti, vigili del fuoco, carabinieri. È tutto distrutto – ha raccontato all’Adnkronos il proprietario del Baraka Bistrot – Abbiamo aperto da pochi mesi, a settembre. Non me lo spiego. Io sono neutro, non sono schierato, non do fastidio a nessuno. Certo abbiamo espresso solidarietà alla Pecora elettrica (con un post su Facebook pochi giorni fa ndr), sta vicino a noi, ma proprio non riesco a capire. Di sicuro quando sono arrivato la strada era deserta, la serranda era strappata da terra, di sicuro non può essersi alzata da sola”.

 

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