di Marco Locatelli 18 Maggio 2020
ristorante

Oggi, 18 maggio, sette ristoranti/bar su sette riaprono in Italia. Ma non è che ci sia poi da esultare: le previsioni sui fatturati secondo una indagine di Fipe sono negative, e 377 mila dipendenti resteranno a casa per via delle limitazioni che impediscono ai locali di lavorare a pieno regime.

Nel lungo weekend che ha anticipato le riaperture di oggi, i bar e i ristoranti italiani si sono preparati riorganizzando gli spazi interni e i turni per il personale.

Secondo un’indagine effettuata nelle ultime ore dall’ufficio studi della Fipe, la Federazione italiana dei Pubblici esercizi, su un campione di 520 piccole e medie imprese del settore, il 70% circa dei pubblici esercizi, 196mila locali tra bar e ristoranti, alzeranno le saracinesche oggi.

Ovviamente il nodo da sciogliere è la sicurezza di clienti e dipendenti. il 95% degli imprenditori intervistati, infatti, ha già acquistato le mascherine per il proprio personale, l’82% dei ristoratori è convinto che l’uso dei dispositivi di protezione sia essenziale, mentre il 94% ha già effettuato la sanificazione dei locali.

Niente divisori in plexiglass, invece, che non convince per nulla gli imprenditori della ristorazione: il 56% degli intervistati nell’indagine di Fipe esclude ogni ipotesi di utilizzo, il 37% ne ipotizza invece un impiego alla cassa e poco meno del 5% prevede di installarle tra i tavoli.

La voglia c’è, ma è chiaro che la ripartenza sarà molto timida per via delle forti limitazioni e dei numeri di clienti che devono essere contingentati per contenere il virus. E quindi le entrate di bar e ristoranti non saranno quelle di una condizione normale.

Gli imprenditori intervistati da Fipe stimano infatti un crollo del 55% dei loro fatturati a fine anno e questo si tradurrà in un minor impiego di personale. Secondo le stime il numero dei dipendenti impiegati calerà del 40%, con 377mila posti di lavoro a rischio.