di Veronica Godano 27 Febbraio 2020

I ristoranti cinesi avevano predisposto alcuni separè nei locali per evitare il contagio da Coronavirus e più in generale le grandi catene di fast food in Oriente, da quando è scoppiato il virus, hanno lanciato servizi per effettuare le consegne senza contatto. Quello che succede è che i clienti ordinano tramite cellulari o computer. Poi i dipendenti sigillano i pasti nei sacchetti e li mettono in un punto consegna apposito per il ritiro. Ora, un food delivery con sede a Pechino, Meituan, insieme al pasto consegna un cartoncino su cui scrivere la temperatura dei driver.

L’azienda ha circa 5,9 milioni di rivenditori partner, mentre i clienti – oltre l’80% – hanno richiesto tra il 26 gennaio e l’8 febbraio l’opzione di consegna senza contatto. Sono tante le imprese della ristorazione in Cina che hanno ridotto notevolmente i loro introiti a causa dello scoppio.

Yum China Holdings Inc, per esempio, ha dovuto chiudere un terzo dei suoi quasi 9.200 ristoranti e ne ha aperti 6 a Wuhan solo per nutrire gli operatori sanitari. I vertici hanno spiegato: “Ogni grande azienda ha un’anima dentro. Ovviamente dobbiamo imparare a fare soldi, ma in un momento come questo dobbiamo imparare a non fare soldi”.

Fonte: Business Insider