di Marco Locatelli 14 Aprile 2020
ristorante

Il 4 maggio parte la fase 2, data che tantissimi italiani hanno segnato in rosso sul calendario, non un “libera tutti” dopo il quale tutto tornerà come prima  – chiaro – ma semplicemente un primo passo verso la tanto agognata normalità. Per ristoranti e bar, invece, l’attesa dovrebbe essere leggermente più lunga: secondo diverse ipotesi che circolano tra gli amministratori e stanno rimbalzando ovunque in rete, è il 18 maggio il giorno in cui si potrà tornare – ovviamente sempre con tutte le precauzioni del caso – a frequentare i locali pubblici.

Difficile pensare che si potrà tornare nei ristoranti e nei bar come prima dell’emergenza coronavirus: andrà garantita, ovviamente, la distanza interpersonale non solo tra dipendenti e commensali, ma anche nelle cucine cuoco e camerieri dovranno muoversi con molta attenzione; i tavoli dovranno essere posizionati in modo da garantire la distanza di almeno due metri per garantire il passaggio dei camerieri in sicurezza; assolutamente da evitare affollamenti di fronte al bancone del bar.

Come stabilito dell’ultimo Dpcm (che, tra le altre cose, ha cambiato pure gli orari dei supermercati), oggi, 14 aprile, hanno riaperto librerie, cartolibrerie (ad eccezione della Lombardia), negozi di articoli per neonati e bambini e i boscaioli possono tornare al lavoro. Già dal 20 aprile diverse fabbriche dovrebbero riaprire gradualmente dopo tutti gli adeguamenti per garantire un lavoro in sicurezza ai dipendenti.

Poi, dal 4 maggio appunto, riapriranno negozi e attività commerciali che non genera grandi assembramenti con ingressi che andranno probabilmente scaglionati in una qualche modalità ancora da definire. Poi toccherà a tribunali e studi professionali l’11 maggio, poi il 25 maggio – dopo la ristorazione quindi – riaprono estetisti, parrucchieri ma con ingressi singoli, 31 maggio riparte lo sport professionistico come il campionato di Serie A.