Ristorazione: mangiare fuori costa il 35% in più rispetto al pre-Covid

Secondo un'analisi redatta da American Express la spesa dedicata alle attività di ristorazione è cresciuta del 35% rispetto al pre-Covid.

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Nei primi sei mesi dell’anno in corso la spesa degli italiani per un pasto al ristorante è cresciuta del 35% se paragonata allo stesso periodo dell’ormai lontano 2019, quando di fatto le parole “Covid” e “mascherine” facevano pensare a una bizzarra festa in maschera in lingua sconosciuta. Attenzione, però: è importante notare che il dato in questione potrebbe non essere veritiero in termini assoluti. Si tratta infatti di una estrapolazione di American Express, che ha messo a confronto i pagamenti nei due periodi traendone le già riportate conclusioni. Interessante notare, rimanendo nel contesto di questa analisi, l’impatto sulla ristorazione “con modalità di consumo veloce”, che ha visto un aumento della spesa addirittura dell’85%, o nel cosiddetto “fine dining”, dove è cresciuta del 47%.

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In ogni caso lo studio restituisce una fotografia relativamente accurata della tendenza degli ultimi mesi, che di fatto hanno visto una progressiva crescita dei costi di produzione che solo di recente ha raggiunto il picco con il fenomeno che abbiamo imparato a riassumere con “caro bollette”, che attualmente minaccia un ristorante su dieci. La classifica nazionale della spesa è guidata da Milano e Roma, seguite a distanza da Napoli, Firenze e Palermo; mentre ampliando lo sguardo all’estero troviamo Amsterdam, Londra e Parigi a occupare i gradini del podio. L’unica città non europea nella top 5 è San Francisco, che occupa il quarto posto, poi seguita da Madrid.