Ritual Lab è il miglior birrificio artigianale del 2022 per Birra dell’Anno

Il miglior birrificio artigianale del 2022 è Ritual Lab, secondo l'associazione di categoria Unionbirrai: come è andato Birra dell'Anno.

Ritual Lab

Nel 2022 Ritual Lab (Formello, RM) si riappropria del titolo rilasciato da Birra dell’Anno, dopo aver ceduto il testimone a MC77 nel 2021: pochi minuti fa, durante la prima giornata di Cibus, l’associazione di categoria dei birrifici artigianali e indipendenti Unionbirrai ha proclamato i vincitori del suo annuale concorso, giunto alla XVII edizione, ed è di nuovo il produttore laziale ad essere eletto “miglior birrificio artigianale“, avendo scalzato la concorrenza con un numero maggiore di premi e menzioni nelle 45 categorie, tra stili e sottostili, in gara.

Ritual Lab ha infatti conquistato quattro primi posti, con le birre:

  • Kush, nella categoria 14 – Birre chiare e ambrate, alta fermentazione, medio grado alcolico, luppolate, di ispirazione americana (American IPA);
  • Self Examination, nella categoria 35 – Birre chiare, ambrate e scure, alta o bassa fermentazione, da basso ad alto grado alcolico, affinate in legno;
  • Gose, nella categoria 41 – Birre chiare, alta fermentazione, basso grado alcolico salate e/o lattiche, di ispirazione tedesca (Berliner, Gose);
  • Italian Uncommon Ale, nella categoria 45 – Birre chiare, ambrate e scure, alta o bassa fermentazione, da basso ad alto grado alcolico, di ispirazione libera e non rientranti in nessuna delle precedenti categorie (Extraordinary Ale/Extraordinary Lager).

Birra dell'anno 2022

45 categorie, però, significa 45 vincitori, che potete comodamente scrollare dal sito ufficiale del concorso; ad ogni edizione ci sono molte conferme e parecchi birrifici poco conosciuti a sorprendere, è una lista che fa sempre curiosità. In caso siate amanti della geografia birraria, Unionbirrai ci fa sapere che la regione con il maggior numero di produttori premiati è stata la Lombardia, con ben 26 birrifici che hanno conquistato con le loro birre podi e menzioni, seguita dal Piemonte, con 14, e da Emilia Romagna e Veneto, con 10.

A definire i premiati sono stati i 60 giudici internazionali provenienti da 14 differenti Paesi impegnati nelle degustazioni dal 23 al 25 aprile, che hanno selezionato le 3 birre vincitrici e le 2 menzioni per tutte le categorie fra le 1962 iscritte al concorso da 244 produttori.

“La XVII edizione di Birra dell’Anno può essere definita l’edizione della ripresa e i numeri ne sono la prova. Inoltre, siamo orgogliosi ancora una volta di aver dato importante dimostrazione di come l’identità brassicola italiana sia sempre più matura e definita, inserendo in concorso le categorie Italian Pils e le diverse categorie dedicate alle IGA – ha sottolineato Simone Monetti, segretario generale Unionbirrai – Organizzare questa edizione a meno di un anno dalla premiazione della precedente ha rappresentato una bella sfida, ma siamo molto soddisfatti. Innanzitutto perché i birrifici continuano a dimostrare la loro fiducia nel concorso, in secondo luogo perché per noi è motivo di orgoglio che un numero così significativo di giudici internazionali affermati, generalmente impegnati nei principali concorsi birrari mondiali, abbia voluto essere presente, infine perché proprio questi giudici hanno dichiarato all’unanimità che quest’anno il livello medio delle birre in concorso è stato molto alto”.

Fino al 6 maggio 2022 Unionbirrai sarà a Cibus con diversi momenti di approfondimento, convegni e degustazioni.