Roberto Angelini dopo la vicenda del lavoro nero lascia Propaganda

Alla fine Roberto Angelini lascia Propaganda Live, almeno per un periodo, e stando a quanto traspare dai social del musicista. La sua volontà, probabilmente, è non trascinare anche la trasmissione di La7 nel polverone che lo ha travolto dopo un (ingenuo quanto sgradevole) post social in cui raccontava di essere stato denunciato da un’amica per […]

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Alla fine Roberto Angelini lascia Propaganda Live, almeno per un periodo, e stando a quanto traspare dai social del musicista. La sua volontà, probabilmente, è non trascinare anche la trasmissione di La7 nel polverone che lo ha travolto dopo un (ingenuo quanto sgradevole) post social in cui raccontava di essere stato denunciato da un’amica per lavoro in nero.

“Chiedo scusa, ha detto Angelini su Instagram, “Ho sbagliato e mi dispiace. Ripongo la chitarra nella custodia e mi prendo una pausa”. E c’è da dire che dopo lo scivolone iniziale (che noi stessi, insieme a pochi altri, avevamo fatto notare) il musicista – ristoratore si è comportato in maniera esemplare. Si è scusato, e ha chiesto al web – che non perdona, almeno per le prime due settimane dopo una vicenda – di lasciare in pace la sua ex amica, bersagliata sui social dai suoi fan. E ora pare essersi anche allontanato dal programma in cui suonava, per evitare tutti gli accostamenti del caso tra la sua vicenda e i messaggi lanciati da uno dei programmi più di sinistra della televisione italiana di oggi.

Insomma, ora forse anche basta. Roberto Angelini ha sbagliato: lo ha ammesso, si è scusato più volte, ha promesso che rimedierà ai suoi errori ed è stato già sanzionato dalla Guardia di Finanza, prima che dal tribunale del web. Perché la cosa insostenibile è che ogni cosa, ogni notizia (che rivendichiamo il diritto e il dovere di dare), ogni vicenda, qui su internet, debba essere trasformata in una guerra tra chi ha torto e chi ha ragione, con conseguente gogna mediatica per i primi. E invece ci dimentichiamo che per decidere chi ha torto, per fortuna, ci sono i tribunali.