I carciofi alla giudìa non sono kasher, ma molti ebrei romani non ci stanno

Se non avete ben presente cosa siano i “carciofi alla giudia”, uno dei piatti simbolo della tradizione ebraico-romana, non verrete a capo della questione che da alcuni giorni tiene banco sui giornali internazionali, vale a dire la censura del rabbinato centrale israeliano sul consumo dei carciofi nella versione alla giudia.

Per essere più chiari, è utile ricordare che i carciofi alla giudia vengono preparati friggendoli interi, e non tagliandoli a spicchi come si è abituati a fare, soprattutto all’infuori dal Lazio.

Il risultato di questa frittura totale è un piacevole aspetto scenografico, oltre ovviamente al sapore e alla consistenza croccante, che dà l’impressione di addentare una sorta di grande fiore, con tanto di petali.

[Carciofi alla giudìa: la ricetta perfetta]

E  proprio questa ricetta tradizionale, che implica, come abbiamo detto, di lasciare intero il carciofo, sarebbe alla base della decisione da parte del rabbinato israeliano di considerare i carciofi alla giudia non in linea con le rigide regole alimentari ebraiche (“casherut”), ovvero “non kosher” e quindi proibiti, come riferisce il quotidiano israeliano Herretz.

Questo perché, secondo il rabbino Yitzhak Arazi, capo della divisione importazione del Rabbinato centrale, il cuore del carciofo «è pieno di vermi e non c’è modo di pulirlo. Non può essere kosher».

Una via d’uscita sarebbe quella di tagliare il carciofo in quattro, semplificando così l’operazione di pulitura e di controllo del cuore. Ma questo –è l’obiezione– impedirebbe la tradizionale preparazione del carciofo alla giudia.

In altre parole, mantenere il carciofo integro rende più complicata la pulitura all’interno, dove si potrebbero annidare vermetti e piccoli parassiti, ma tagliare in quattro i carciofi, per permettere una perfetta pulizia anche del cuore, leverebbe tutta la poesia ai carciofi alla giudìa.

[Carciofi alla giudia: 8 trucchi da conoscere]

Ma secondo la comunità ebraica di Roma il problema non si pone: infatti, per preparare i carciofi alla giudia, ricetta diffusa nella comunità da circa cinque secoli, occorre una particolare varietà di carciofo, la “romanesca”,  con una corolla talmente stretta da impedire ogni eventuale annidamento di vermi.

Ma nonostante tutte le rassicurazioni,  alcuni membri della comunità ebraica milanese hanno chiesto a un ristorante kasher della città di levare l’impuro l’ortaggio dal menù, in modo da non correre rischi, anche solo eventuali.

Non rendendosi conto che, in questo modo, insieme al rischio si sono anche negati la possibilità di gustare un piatto di squisiti, croccanti, saporitissimi carciofi alla giudia.

[Crediti: Il Post]

Cinzia Alfè Cinzia Alfè

5 Aprile 2018

commenti (9)

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  1. Ganascia ha detto:

    Credo che “pazienza” sia l’unico commento possibile. Da una parte le restrizioni religiose nascono già di per sé prive di senso, quindi non possono essere giudicate da un punto di vista logico. Per fortuna, per noi gentili, mangiare carciofi alla giuria rimane un piacere accessibile.

    1. Cinzia Alfè Cinzia Alfè ha detto:

      Questa però secondo me è una restrizione “religiosa” che ha un suo senso anche logico e di igiene, in effetti, cioè quello di evitare di mangiarci dei carciofi ripieni…di vermi, per non averli potuti pulire bene. Ma se uno non se ne cura, soprattuto in questi tempi dove ci spingono in tutti modo a mangiare vermi e scarafaggi,allora il problema non esiste nemmeno 😉

  2. jpjpjp ha detto:

    ussignur adesso bisognerà abbattere anche i carciofi prima di mangiarli, come si fa con il pesce fresco

  3. pbs ha detto:

    Il cuore del carciofo sarebbe “pieno di vermi”?!
    Ma dove li compra i suoi carciofi, il rabbino? In discarica?

    1. Cinzia Alfè Cinzia Alfè ha detto:

      In effetti anche io non ne ho mai mai trovati, ma non è escuso che ci possano essere, e che sia difficile pulirli per bene. Son gente previdente..

  4. Orval87 ha detto:

    Che regole del ca**o.
    Come tutte le “regole”/divieti in ambito culinario. Sempre colpa delle religioni ovviamente.

    1. Manuela ha detto:

      ti appoggio al 100%Orval87.Tutte le religioni hanno rotto con i loro divieti assurdi.Questi poi sono fuori di testa come pochi con tutte le loro leggi. Mai sentito di carciofi con i vermi all’interno.

  5. MAurizio ha detto:

    Non entro nella questione religiosa, ma da alcuni anni mi sembra che il carciofo sia diventato cibo “di lusso” con prezzi che a inizio stagione partono da almeno 1 euro l’UNO ma che diminuiscono di non troppo. Attualmente siamo a 50 cent che considerato lo scarto lo rendono un piatto “non povero” almeno al confronto con le altre verdure di stagione. E non parliamo di carciofi dalle nobili origini. Calo di produzione ? Speculazione ? Minor richiesta ? Alla fine un barattolone di carciofini sott’olio finisce per costare quanto una “carciofata”in famiglia (considerandone almeno un paio, se non tre a persona come piatto “unico”)

  6. Manuela ha detto:

    Ma questi non hanno niente a cui pensare????adesso questa storia dei vermi all’interno dei carciofi(mai visto mezzo) per dire che non sono kosher.A me la cosa non tocca perchè non sono ebrea e non li ho nemmeno mai mangiati ma a leggere ste cose uno diventa sempre più agnostico e/o ateo.
    Nessuno che mandi il “benemerito” a quel paese, lui e tutte le sue regole assurde???adesso ci mancherebbe che io devo mangiare quello che mi dice uno con un libro in mano che dispensa “perle di saggezza”…