di Nunzia Clemente 29 Luglio 2017
pomodoro san marzano

Come si fa a tutelare il pomodoro San Marzano, una realtà da 150 miliardi di euro l’anno di fatturato, nonostante poche centinaia di ettari adibiti alla coltivazione e un triste record tra i cibi DOP più falsificati del mondo?

Anche con il San Marzano Day, festa voluta da DANIcoop, cooperativa agricola che alle 9 di dopodomani 31 luglio apre ai visitatori le porte del Giardino del San Marzano, in Via Ingegno 32 bis a Sarno (SA).

C’è un luogo in Italia dove la gente ha i globuli rossi a forma di pomodoro, San Marzano, ovviamente. Ci troviamo proprio lì, nell’Agro-Sarnese Nocerino, a Ovest della provincia di Salerno.

Dove intere famiglie di agricoltori non hanno mai abbandonato –nonostante decenni di oscurantismo da grande industria conserviera– la coltivazione del pomodoro San Marzano, come detto una tra le DOP più falsificate al mondo.

Così tanto falsificate che nel 2015 l’eco arriva anche a Nicholas Blechmann, vignettista del New York Times, che ricostruisce il pasticciaccio brutto del falso San Marzano.

Non bello da vedere, con quella forma allungata e irregolare che termina con un “pizzo“, molto carnoso e con poca acqua, il San Marzano ha una marcia in più.

Decenni di Medioevo alimentare non lo hanno scalfito più di tanto, anzi, oggi grazie alla ribalta della dieta mediterranea, agli studi dello Sbarro Institute (che hanno innalzato il San Marzano a guardiano antitumorale, grazie alla presenza di antiossidanti, vitamine, licopene) e anche alla presenza mediatica della pummarola nel jet set della pizza, gli agricoltori del San Marzano possono tirare un sospiro di sollievo.

Niente male per la pummarola venuta da lontano: le sue origini si attestano nel 1770, dono del Vicerè del Perù al Re di Napoli. Dapprima, fu coltivato nei giardini della Reggia di Capodimonte; successivamente, grazie alle ottime condizioni, attecchì nel territorio di San Marzano sul Sarno, da cui prende il nome.

Paolo Ruggiero, quarta generazione di agricoltori presso Danicoop, la cooperativa con oltre 100 soci agricoltori, la maggior parte dei quali dedita al San Marzano coltivato e raccolto a mano, la soluzione l’ha tirata fuori direttamente dal pomodoro: Facciamo un Pomodoro San Marzano Day, propone lo scorso anno

E nel 2017 c’è la seconda edizione, che si svolge sulle rive del fiume omonimo che qui vede la sua sorgente.

Da ricordare che Danicoop commercia con il marchio Gustarosso: il Giudizio Universale di Dissapore sui pomodori per pizza lo ha piazzato in “Paradiso”, quindi non parliamo certo di robetta. Pomodoro conosciuto e utilizzato dai grandi della pizza  campana come Franco Pepe e Enzo Coccia, testimonial del San Marzano nel mondo, ma anche dai nuovissimi leoni tra i pizzaioli come Francesco Martucci de I Masanielli di Caserta.

Tema del Pomodoro San Marzano Day di quest’anno è la lotta all’italian sounding, argomento caldo e caldeggiato dai guardiani del pomodoro San Marzano come Danicoop, che soffre particolarmente la contraffazione.

“In seno all’Unione Europea, è più semplice proteggerci dal falso –spiega Paolo Ruggiero, il problema viene creato oltreoceano: la legislazione attuale permette a confezioni di pomodoro qualunque di attraversare l’oceano senza etichetta che una volta negli Stati Uniti diventa San Marzano Certified. Tra le aziende protagoniste di questa operazione c’è Cento, importante multinazionale del cibo Nessuno ci protegge”

Una giornata dedicata alla salvaguardia?

pomodoro san marzano

“Non solo, precisa sempre Ruggiero. Il San Marzano Day sarà anche una festa, con la partecipazione di amici da tutto il mondo. Tra i filari di pomodori, oltre a parlare decine di lingue diverse, si assaggeranno le pietanze tipiche a base di pomodoro San Marzano appena raccolto, cucinate dai nostri amici chef e pizzaioli”.

Un percorso enogastronomico che darà spazio allo street food contadino, con le 14 “casette” in cui sarà possibile mangiare le pietanze di un tempo, come ‘o per e ‘o muss (frattaglie di maiale sbollentate e condite con sale, olive e lupini), spighe di grano bollite, pizza fritta.

E poi la pizza al forno di Eduardo Ore, allievo di Enzo Coccia, sugo di San Marzano affumicato del griller Venerando Valastro, primi piatti al pomodoro fresco di Pasquale Torrente del Convento di Cetara, Raffaele Vitale (ex stella Michelin di Casa del Nonno 13) e Giuseppe Mancino (due stelle Michelin al Piccolo Principe di Viareggio).

E infine dessert al San Marzano, che grazie alla sua dolcezza ben si presta alla canditura, con il maestro pasticciere Alfonso Pepe, oppure i sorbetti di Gelizioso, gelateria presente tra le 30 migliori d’Italia nella classifica di Dissapore.

Perché non di solo San Marzano vive l’Agro-Sarnese Nocerino, tra le Food Valley più importanti d’Italia.

“Non c’è solo il Pomodoro San Marzano da proteggere –continua Ruggiero, ma il modello di micro-economia e di biodiversità che si porta dietro. Mi spiego meglio: l’agricoltore socio di Danicoop è totalmente libero di decidere quanto pomodoro conferire di raccolto in raccolto. Noi non obblighiamo nessuno, ma seguiamo l’agricoltore dalla semina fino al raccolto.

Il San Marzano Day racconterà un pezzo di biodiversità sottolineando il volto positivo e laborioso della Campania.